Med. Comportamentale

DOMINANZA: SFATIAMO UN MITO!

Il termine dominanza è stato largamente abusato per descrivere comportamenti che con la dominanza poco avevano a che vedere:

  • Il cane ringhia quando ci si avvicina alla sua ciotola DOMINANTE!
  • Il cane ringhia quando gli si chiede di scendere dal letto DOMINANTE!
  • Il cane salta addosso alle persone DOMINANTE!
  • Il cane ringhia quando lo si vuole far uscire da sotto il letto DOMINANTE
  • il cane ringhia/morde quando è nella sua cuccia DOMINANTE!
  • … E via dicendo!

Risultati immagini per cane che ringhi

Purtroppo questa visione, basata su teorie prive di reali riscontri scientifici, ha avuto e possiede tutt’ora dei risvolti etici importanti, in quanto può condurre all’utilizzo della coercizione e della punizione come tecniche educative, allo scopo di correggere la presunta tendenza al dominio (Bradshaw et al., 2009).

Questo tipo di metodi educativi possono creare notevoli problemi comportamentali e relazionali.

Vediamo con questo articolo di chiarire (speriamo una volta per tutte) da dove si è creata la falsa credenza di dover dominare un cane per poter vivere  insieme, e quale invece siano la reali necessità da conoscere per avere una serena e piacevole convivenza.

La maggior parte delle ricerche effettuate negli anni ‘50,’60, ’70 sulle dinamiche sociali del branco sono state condotte sui lupi in cattività. Questi branchi in cattività sono composti da lupi provenienti da varie gruppi e messi insieme, con la possibilità di riprodursi tra loro in modo incontrollato.

I primi ricercatori che descrissero le dinamiche di branco furono Schenkel 1947; Rabb e al. 1967; Fox 1971b; Zimen 1975, 1982 Murie 1944; Mech 1966 (lo stesso che qualche anno più tardi avrebbe rivalutato tutti i suoi studi!), 1970; Haber 1977; Peterson 1977. Questi studi vedevano la coppia dominante avere assoluta egemonia sul resto del branco ed erano stati effettuati prevalentemente  su animali in condizioni innaturali.

Questa però non è stata l’unica scuola di pensiero: altri hanno sostenuto che in natura il branco non si sviluppa casualmente (come succede in cattività) ma forma una vera e propria famiglia (Murie 1944; Giovani e Goldman 1944; Mech 1970, 1988; Clark 1971; Haber 1977) che include la coppia di genitori  e la loro progenie ( Murie 1944; Haber 1977; Mech e al. 1998).

David Mech, nel 1999 (Di David Mech, “Concetto di Alfa, Dominanza e suddivisione dei compiti nei branchi di lupi” pubblicato su Canadian Journal of Zoology, 77: pagg. 1196-1203 nel lontano 1999) studiando per 13 estati un branco di lupi in condizioni naturali nell’isola di Ellesmere (Canada),  ha ritrattato le sue conclusioni risalenti agli anni settanta ribattezzando la coppia alfa o coppia dominante “coppia riproduttrice” (Mech 2008) mettendo il “capo-branco” nel cassetto.

Con questi nuovi studi ha dimostrato che la struttura tipica di un branco naturale è di tipo familiare, costituita dalla coppia riproduttrice e dalla loro prole avuta negli 1-3 anni precedenti. Alla luce di tali evidenze il maschio e la femmina alfa non sarebbero altro che la coppia genitoriale (o riproduttrice) che guida e mantiene la stabilità del gruppo senza dover ricorrere all’aggressività. In tali contesti i conflitti gerarchici sono rari, se non inesistenti.

Tutte le congetture sugli scontri tra maschi per la supremazia del branco all’evidenza dei fatti, nella stragrande maggioranza dei casi si “risolvono” con  i lupi che a partire dall’anno di età in poi lasciano il branco per formarsene uno proprio altrove (meccanismo che previene quegli scontri invece inevitabili in cattività) e di grande importanza, per mantenere quella diversità genetica necessaria per perpetuare la propria specie.

I cuccioli di lupo sono certamente subordinati ai genitori e ai fratelli più grandi eppure ricevono il cibo per primi dai genitori e talvolta dai fratelli (Mech 1999).

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Quindi per tutti questi anni abbiamo fatto riferimento a studi compiuti in prevalenza su lupi assolutamente non allo stato naturale e in più che avevano ben poco a che vedere con il progenitore del cane.

Non solo manca il cane in natura, mancano anche il suo progenitore e i suoi discendenti in ambiente naturale, poichè il progenitore del cane sarebbe il Lupo Artico, ormai in estinzione (i lupi studiati sono i Timber Wolf).

Il cane domestico discende dal lupo (Vilà et al., 1997), ma 15000 anni di domesticazione hanno sensibilmente modificato il cane a livello comportamentale. Contrariamente ai lupi, i cani si sono evoluti come spazzini piuttosto che come cacciatori (Coppinger e Coppinger, 2002).
Di cani in natura ve ne sono davvero pochi; e non si intendono i Dingo (Canis Lupus Dingo) ne l’African Painted/Wild Dog (Lycaon Pyctus) ancora osservabili allo stato naturale, ma al nostro Canis Lupus Familiaris.
E l’esempio più vicino al “modello naturale” del cane è il cane che troviamo nei villaggi (village dogs) ad esempio sull’isola di Phemba; studiati dal Prof. Raymond Coppinger, biologo e consumato praticante dello sleddog: questi cani non formano il branco, la loro sopravvivenza è legata a doppio filo con quella degli abitanti dei villaggi e con i loro rifiuti. Lo stesso comportamento è stato osservato in Kenya, Tanzania e Sud America su altrettanti “village dogs”.

Immagine correlata

 

Tutto ciò per sottolineare che a livello scientifico non sussistono le basi per parlare oltre di Dominanza, capo-branco, supremazia del più forte, ecc.

E’ importante considerare che un animale costantemente assoggettato ad un regime di vessatorio vede i suoi livelli di cortisolo (ormone dello stress) elevarsi permanentemente. Una condizione di malessere dà origine a variazioni fisiologiche e comportamentali che possono essere rilevate e misurate attraverso paramentri endocrini, tra i quali appunto il cortisolo, in quanto connesso con l’attivazione dell’asse ipotalamico-pituitario-surrenale in condizioni di stress: è quindi ritenuto indicatore ideale di benessere.

Inoltre in condizioni di malessere i cani mettono in atto un corredo comportamentale atto a limitare ed evitare il più possibile la situazione che li fa star male, a limitare il conflitto e lo scontro in quanto animali sociali.

Purtroppo questa visione antropocentrista e etologicamente scorretta è stata anche trasportata sui “campi di addestramento” di tutto il mondo, secondo la logica perversa che riduceva tutto a “ Il cane lo deve fare perché lo dico io” causando sofferenze, e danni psicologici anche gravi ai malcapitati. Tra le varie tecniche utilizzate ricordiamo, Tecniche di elicotteraggio, di impiccagione, cani affogati nell’acqua, collari elettrici usati con il solo principio: “Aumento l’intensità fino a quando non decidi di obbedire”…


Ancora oggi capitano CUCCIOLI presi a giornalate da rispettabilissime persone che candidamente  dicono: “Non gli faccio mica male! Serve solo per spaventarlo!”

O peggio ancora, musetti strofinati sulla loro urina “perchè così capisce che non deve farla in casa!”… non credo che un genitore di un bimbo di qualche mese, passi un pannolino sporco sul viso del proprio bambino per insegnargli a fare i bisogni nel water!

Il risultato di questo comportamento non ha nulla a che vedere con l’educazione ma mette solo il cucciolo in evidente stato di stress, e altera la corretta relazione che invece dovrebbe potersi creare fra il cane e il familiare umano.

Per insegnare un cane a sporcare fuori, a non tirare al guinzaglio, a seguire le difficile regole della società nella quale viviamo, a subire lo stress nostro e delle nostre città, è necessario solo avere molta pazienza e costanza. Fondamentale è creare una relazione duratura e piacevole per entrambi.

Tutto ciò si ottiene imparando a consocere le esigenze di una specie diversa da quella dell’uomo, che con l’uomo si è coevoluta, che a pieno diritto diventa parte del gruppo familiare, ma allo stesso tempo è necessario ricordare che essere un umano non è!

Purtroppo disinformazione, o cattiva informazione venduta anche dai mass-media e ritenuta “verbo sacro” dalla troppa parte della popolazione, continua a far perpetuare nel tempo una teoria ripudiata anche dagli stessi studiosi che 80 anni fa l’avevano ipotizzata.

 Ricapitolando la teoria del branco, capo-branco e dominanza così come popolarmente divulgata si basa su  lupi tenuti in cattività, molto diversi da quelli da cui discende il cane i cui possibili antenati non formano il branco!

perciò ricordate:

Il vostro cane non ha bisogno di un capobranco che gli dimostri continuamente la sua forza, ma di una guida che gli insegni con comprensione e rispetto a vivere serenamente nel contesto familiare e sociale, creando con voi una magnifica  relazione stabile e duratura. E tutto ciò si attua con una corretta informazione sulle necessità etologiche, e sociali della specie cane, apprese attraverso specialisti, quali Medici Veterinari esperti in comportamento, e magari anche eseguendo corsi di formazione e informazione (per esempio le puppy classes, ecc.)

 

REGALI DI NATALE

Ci avviciniamo a Natale e mi sembrava doveroso nei confronti dei nostri amici animali scrivere quattro righe in loro supporto.

Natale purtroppo è diventato solo una festa puramente economica, perdendo tutti i significati religiosi (e non solo), di rispetto e valore che questa festività porta con sè.

A Natale si DEVONO fare i regali, e tra questi vengono spesso annoverati gli animali da compagnia, per qualunque disparato motivo:

“mio figlio vuole il cane/gatto/pesce rosso/criceto/ecc.”

“mi sento solo voglio una compagnia”

“la nonna è anziana e sola regaliamole un animale così le fa compagnia”

“ho sempre avuto animali, anche se lavoro tutto il giorno ne voglio uno…”

“quest’anno va di moda il Jack russel, è piccolo, perchè non lo compriamo?…”

“il pitbull fa “figo”, così sembro più forte…”

ecc…

Purtroppo queste sono solo alcune delle nostre motivazioni, per altro puramente egoistiche che ci spingono ad adottare un animale.

Ben venga la voglia di adottare un animale, qualunque esso sia, ma qui io farò l’avvocato del diavolo e vi mettero a confronto tutti i lati positivi, ma anche quelli negativi che stanno dietro l’adozione di un essere vivente e vi mettero di fronte alla realtà, con la pura e palesemente dichiarata intenzione di far desistere dall’adottare un animale chi veramente non ne è convinto, e a rendere un po’ più consapevole e con la voglia di informarsi maggiormante a chi crede di sapere già tutto.

In questo articolo vi specificherò le necessità del cane e del gatto, giusto perchè sono il mio campo. Ma ciò non vuole assolutmente minimizzare l’importanza di rispettare e soddisfare le esigenze di tutti quegli altri animali che possono venir adottati (conigli, furetti, criceti, tartarughe, serpenti, uccelli, ecc.).

Quando decidiamo di adottare un animale, dobbiamo considerare diversi fattori:

  • ricordarsi sempre che è un essere vivente con fabbisogni fisici e psichici, diritti e doveri (del proprietario) sociali
  • rispettare le sue esigente etologiche, e se queste sono compatibili con il vostro stile di vita
  • sostenere spese per la sua vita quotidiana (per esempio, alimentazione), spese veterinarie e spese extra (per esempio, pensioni, dog sitter, ecc.)
  • rispettare tutte le leggi e le norme vigenti (iscrizione anagrafe, viaggi in macchina, treno, autobus,  la vita in città, ecc).

 

IL CANE

zampa Discende dal lupo: esistono più di 350 razze, dal Chiwawa all’Alano. Ricordate che nonostante il progenitore sia lo stesso, ogni razza ha le sue peculiarità e le sue esigenze. La scelta della razza deve essere effettuata in modo consapevole in base  al vostro stile di vita, non in base alla moda del momento o solo in base alla taglia del cane. Prima di adottare un cane parlatene con il vostro Veterinario di fiducia, saprà consigliarvi la razza più adatta alle vostre esigenze, al vostro stile di vita, cercando di venire incontro anche ai vostri gusti estetici.

zampaAnimale sociale: il cane è un animale che ha bisogno di interagire con l’uomo e con i propri simili. Sono esigenze etologiche che vanno assolutamente rispettate. Perciò se lo adottate per fare la guardia, non può comunque vivere SOLO ed esclusivamente nel giardino, ha bisogno di interagire con noi e con i suoi simili, e deve fare passeggiate anche al di fuori dell’ambito domestico. Lo stesso vale per cani Toy, non devono sporcare nella lettiera o sui tappetini, devono essere condotti in passeggiata, devono essere socializzati con il resto del mondo, e soprautto questi ultimi devono camminare e non stare in braccio.  
 
zampaCacciatore (predatore): è facile che possano scappare dal giardino, che possano inseguire un gatto, che possano scappare per i boschi. Pertanto è necessario modificare le proprie abitazioni secondo le loro necessità, e insegnare correttamente al nostro cane il richiamo e altre comandi utili nella vita quotidiana. Oltre alla sempre fondamentale conoscenza approfondita della razza che ci permetterà di interagire al meglio col nostro Fido. TUTTI i cani di qualunque razza, devono fare movimento fisico, devono uscire in passeggiata almeno 3-4 volte al giorno, e almeno una volta alla settimana devono poter essere lasciati liberi dal guinzaglio (in aree appositamente dedicate). Il gioco è il metodo educativo migliore, e tramite certi giochi meno attivi ma più “riflessivi” è possibile insegnare al nostro cane molte cose, anche a stare meglio con se stesso e con gli altri (umani e non):

-Stimolazione cognitiva su base motivazionale e/o emozionale
-Arricchimento ambientale
-Giochi di fiuto e ricerca
-Percorsi psicomotori
-Giochi interattivi con cani e persone
-Giochi di attivazione mentale
Parlatene con il vostro Veterinario di fiducia, saprà consigliarvi un educatore competente e soprattutto che basi i suoi insegnamenti sul metodo cognitivo zooantropologico, ossia un addestramento che sviluppa le capacità mentali del vostro cane lavorando sulla relazione uomo-cane (Centro B-Dog, Dott.ssa Valentina Biedi. www.b-dog.it)
 
zampaCarnivoro: il loro sistema digerente è in grado di digerire al meglio la carne e da lì trarre tutti i nutrimenti necessari. Non è assolutamente un onnivoro come noi, perciò non deve mangiare condito come noi. Inoltre ricordate che ASSOLUTAMENTE non deve mangiare: cioccolata, panettoni, colombe, e quant’altro le festevità possano portare. Che segua una dieta commerciale oppure una dieta casalinga, deve essere adeguata  alle sue esigenze nutritive. I nostri piatti come lasagne, ravioli, pastasciutta al ragù, vitello tonnato, e qualunque altro piatto della nostra cucina non sono adatti al suo metabolismo digestivo. Per la somministrazione di una dieta corretta (commerciale o casalinga) fate riferimento sempre e solo al Veterinario curante.
 
 
zampaQuando adottare: i primi 60 giorni di vita il cuccioli li deve passare con la mamma, lo svezzamento dal cibo (che inizia intorno ai 40 giorni) è solo una fase di crescita, seguita da insegnamenti fondamentali che la madre dà ai suoi cuccioli fino all’incirca ai 60 giorni. Dopo questa fase di “socializzazione primaria“, il cucciolo può essere adottato e da quel momento  si ha una finestra di tempo limitata (dai 60 fino all’incirca a 90-120gg), nella quale si ha la cosiddetta “socializzazione secondaria o eterospecifica e ambientale“ . Durante questo periodo il cucciolo NON DEVE ASSOLUTAMENTE ESSERE CHIUSO IN CASA anzi DEVE POTER USCIRE E CONOSCERE IL RESTO DEL MONDO CHE LO CIRCONDA. Anche se non ha ancora le vaccinazioni, lo dovete condurre al guinzaglio fuori di casa ovviamnete con le dovute precauzioni (portarlo in luoghi puliti, non fargli mangiare nulla da terra, metterlo a contatto con cani vaccinati). Parlatene con il Veterinario Comportamentalista (Dott.ssa Bondi), vi spiegherà l’importanza di queste “finestre” di socializzazione e come rispettarle al meglio, per avere un cucciolo e poi un adulto equilibrato e socialmente compatibile.
 
zampaIdentificazione: ricordate di registrare all’Anagrafe canina il vostro cucciolo. Per legge il microchip può essere inserito già a due mesi di età . Qualora avesse già il microchip, dovete effetuare il passaggio di proprietà, tra vecchio proprietario e voi. Per inserire il microchip potete andare dal vostro veterinario, oppure contattare l’ASL.
 
zampaGestione economica: considerate che un cane in base alla taglia (e alla fortuna!) può vivere 15-20 anni. In questo lungo periodo ha bisogno sicuramente di:
 
1. Alimentazione, di mantenimento o specifica se presenta qualche patologia organica o dermatologica
 
2. Attrezzatura:
  • collare/pettorina,   
  • guinzagli,
  • museruole,
  • ciotole,
  • cucce
  • ecc.

pettorina-h-descrizione                                                        museruola canestro

3.Veterinario:
  • Visita annuale per la vaccinazione
  • Visite preventive per zoonosi (es. Leishmania, Filaria) e visite di controllo
  • Visite per patologie presenti (da considerare inoltre spese per eventuali accertamenti diagnostici e farmaci)
  • Vaccinazione antirabbica e passaporto se si effettuano viaggi al di fuori dell’Italia

RICORDATE CHE NON ESITE LA MUTUA, perciò ogni singola visita, ogni esame di approfondimento deve essere pagato nella sua totalità, in quanto viene effettuato da Liberi professionisti (privati).

4.Viaggi in macchina

  • Reti morbide o dure
  • Kennel
  • Cintura di sicurezza

rete cane 1                                 cintura sicurezza cane

5.Ferie insieme
  • Albergo/campeggio/ecc. disponibile ad accettare animali e supplemento.
  • Ristoranti che accettano animali
  • Spiagge che accettano animali
6.Ferie senza il pet
  • Pensione
  • Dog sitter
  • Un amico che si prende la responsabilità gestionale del cane/gatto
7. Assicurazione (cane)
 
zampa Leggi e regolamenti: è necessario essere sempre al corrente delle leggi e dei regolamenti che tuteleano e gestiscono la circolazione dei pet all’interno della nostra società.

Ricordate sempre:

  • il proprietario e/o detentore del cane è l’UNICO responsabile civilmente e penalmente del proprio cane
  • è obbligatorio, perchè civilmente corretto e ignienico a livello sanitario sia per l’uomo che per altri cani, raccogliere le deiezioni del proprio cane, sempre e ovunque
  • prima di mettervi in viaggio informatevi in modo approfondio su come il cane può viaggiare in base al mezzo di trasporto da voi scelto (nave, aereo, macchina, treno, ecc); sulle regole da rispettare e le necessità burocratiche e sanitarie da soddisfare telefonando al Consolato del paese nel quale vi volete recare.

e soprattutto… SE DECIDETE DI ADOTTARE UN CANE, E’ PER TUTTA LA SUA VITA!

 

IL GATTO

zampa Carnivoro (stretto): ancor più del cane è un carrnivoro stretto, perciò le sue fonti principali di nutrimento sono le proteine di origine animale. Non possiedono l’enzima amilasi in bocca (come noi esseri umani) non digeriscono gli amidi. Infatti sia gli zuccheri che gli amidi (riso, pasta) non sono indispensabili ed oltre tutto sono poco assorbiti dall’intestino “carnivoro” del gatto e possono provocare fermentazioni e alterazioni della flora batterica, con conseguente infiammazione della parete intestinale. Nessun felino è in grado di produrre vitamine (soprattutto vit. A) a partire da carote, od altra fonte vegetale, quindi è inutile aggiungerle nel suo pasto. Il gatto necessita di proteine di alta qualita’ e queste le prendono dalla carne bianca e rossa, dal pesce, dalle uova; ha bisogno di enzimi, e questi li prendono dalle interiora (fegato,rene ecc). Il fegato, è sicuramente ricchissimo di proteine, oliogoelementi e vitamine, ma è anche molto lassativo. La cottura limita in qualche misura questo inconveniente. Tuttavia la grande concentrazione di vitamina A lo rende comunque pericoloso per il gatto, perchè in eccessive quantità questa sostanza è all’origine di lesioni periosse. Essendo molto appetibile però può essere somministrato soprattutto quando bisogna somministrare qualche pastiglia. 

Nel gatto è stato invece individuato come indispensabile alla vita un amminoacido: la taurina. Ricordate che se la dieta del gatto è basata sulla somministrazione di carne, non è necessario aggiungere questo ammminoacido alla dieta in quanto è già abbondantemente presente nelle proteine animali (carne).

Pertanto la dieta  del gatto è semplicissima: basta rivolgersi alla natura!

Inoltre per il gatto è fondamentale che il campo di alimentazione sia un luogo tranquillo  ben distinto dal campo di eliminazione (importante è infatti che le ciotole del cibo siano lontane dalla lettiera).

Il gatto nelle 24 ore effettua 8-16 piccoli pasti; pertanto il nostro gatto di casa deve mangiare poco e spesso, ma non è corretto avere sempre il cibo a disposizione: se utilizzato come unico metodo di passatempo, il gatto si impigrisce e ingrassa e non fa altro che mangiare.

zampa Crepuscolare: essendo anche una “preda”, il gatto preferisce “vivere” di sera, quando le luci soffuse del crepuscolo lo rendono meno visibile ai predatori. Questo comportamento è presente nei nostri gatti domestici ed è per questo motivo che dormono tutto il giorno (possono dormire fino a 18 ore al giorno!) e di sera, si attivano, giocando sul letto mentre cerchiamo di riposare!

zampa Predatore di piccoli animali: la caccia è solitaria, in quanto cacciano prede di piccole dimensioni, utili a sfamare un solo componente del gruppo. Il gatto anche se sazio, cattura la preda ma non la ingerisce, e la porta in un luogo protetto (quando i nostri gatti arrivano con una lucertola in bocca può essere interpretato come cura parentale – la mamma verso i cuccioli- o come trasporto della prede nel campo alimentare).

zampa Preda: le sue piccole dimensioni lo hanno sempre reso fonte di cibo per altri carnivori. Questo ci aiuta a chiarire gli atteggiamenti di difensiva che assumono in svariate occasioni:

  •  Posizionamento su luoghi alti: da lì è in grado di osservare il territorio sottostante senza essere visto e soprattutto in sicurezza. Per esempio sale sul mobile se il nostro bambino strilla.
  • Necessità di nascondersi: il gatto ama nascondersi (diventano importanti così gli scatoloi, gli armadi, le valigie) è un modo per proteggersi, magari da un ospite che ci viene a trovare. 

Questo spiega anche perchè i nostri gatti domestici possano risentire spesso di svariati fattori stressanti. Come tutte le prede, anche i gatti sono più soggetti al controllo del territorio, all’importanza  della  costanza degli avvenimenti e a buone capacità di sfuggire al predatore tramite rapidi movimenti, molta agilità e capacità di trovare utili nascondigli.

Pertanto fattori come:

  • modificazione del territorio (traslochi, ridipingere casa, ecc)
  • cambiamenti della routine (per es. la padrona dopo anni decide di tornare al lavoro)
  • introduzione di nuovi soggetti nel gruppo familiare

tanto per citarne alcune, possono essere fonte di enorme stress e di più o meno gravi patologie fisiche e/o comportamentali nel nostro micio.

Ricordate sempre:

  • la zona di alimentazione deve essere distante da quella di eliminazione (perciò ciotole e lettiera si devono trovare in due zone diverse)
  • il campo di eliminazione deve essere un luogo tranquillo, facilmente accessibile, e soprattutto non utilizzate lettiere troppo profumate e non modificatele a vostro piacimento.
  • L’ossessiva gestione del territorio dettata dalle sue esigenze etologiche (preda), hanno fatto credere che fosse un animale indipendente, solitario e legato solo alla casa. Tutto ciò non rispecchia la realtà, infatti il gatto ha bisogno di cure parentali, oltre che attenzioni sul piano fisico e sanitario.

ricordate che non è un piccolo cane! Sono due SPECIE diverse!

zampa Quando adottare: i primi 60 giorni di vita il micino li deve passare con la mamma, lo svezzamento dal cibo (che inizia intorno ai 40 giorni) è solo una fase di crescita, seguita da insegnamenti fondamentali che la madre dà ai suoi cuccioli fino all’incirca ai 60 giorni, tra i quali l’autocontrolli da morsi e graffiate e la toelettatura. Dopo questa fase di “socializzazione primaria”, il cucciolo può essere adottato e da quel momento  si ha una finestra di tempo limitata (dai 60 fino all’incirca a 90-120gg), nella quale si ha la cosiddetta “socializzazione secondaria o eterospecifica e ambientale” . Parlatene con il Veterinario Comportamentalista (Dott.ssa Bondi), vi spiegherà l’importanza di queste “finestre” di socializzazione e come rispettarle al meglio, per avere un gatto  equilibrato.
I gatti più felici sono quelli che possono entrare ed uscire dall’appartamento e condurre una vita anche all’aperto dove poter mettere in atto tutto il loro repertorio etologico.
In assenza di questo, saranno i proprietari ad organizzare la casa per il gatto.
  • Il gatto deve potersi muovere sia in verticale che in orizzontale. I posti in alto sono fondamentali perchè sono sia zone di perlustrazione (protette) sia zone di isolamento/fuga.
  • È necessario mantenere la sua attività predatoria innata con giochi attivi (palline, piume, ecc.), ma non usare MAI mani e piedi come gioco.
  • Scatole in cui potersi nascondere e rintanarsi.
  • Graffiatori (posizionati in luoghi strategi per il gatto)
 
zampaIdentificazione: è possibile registrare il vostro gatto all’anagrafe ASL presso il nostro studio. L’inserimento del microchip, con registrazione si rende necessario per viaggi all’estero o nelle mostre. Inoltre il nostro studio è associato all’Anagrafe Nazionale Felina, patrocinata da AMNVI e riconosciuto dal Ministero della Salute.
zampaGestione economica: considerate che un gatto può vivere 15-20 anni. In questo lungo periodo ha bisogno sicuramente di
 
1. Alimentazione, di mantenimento o specifica se presenta qualche patologia organica o dermatologica
 
2. Attrezzatura:
  • ciotole,   
  • lettiera,

lettiera

  • graffiatoi,

graff

 

  • cucce,
  • giochi,
  • trasportino,

                                              trasportino pl trasportino ferro

  • ecc.                                         
3.Veterinario:
  • Visita annuale per la vaccinazione
  • Visite di controllo
  • Visite per patologie presenti (da considerare inoltre spese per eventuali accertamenti diagnostici e farmaci)
  • Vaccinazione antirabbica e passaporto se si effettuano viaggi al di fuori dell’Italia

RICORDATE CHE NON ESITE LA MUTUA, perciò ogni singola visita, ogni esame di approfondimento deve essere pagato nella sua totalità, in quanto viene effettuato da Liberi professionisti (privati).                                                             

 
4.Ferie insieme
  • Albergo/campeggio/ecc. disponibile ad accettare animali e supplemento.

Prima di mettervi in viaggio informatevi in modo approfondio su come il gatto possa viaggiare in base al mezzo di trasporto da voi scelto (nave, aereo, macchina, treno, ecc); sulle regole da rispettare e le necessità burocratiche e sanitarie da soddisfare telefonando al Consolato del paese nel quale vi volete recare.

5.Ferie senza il pet
  • Pensione
  • Cat sitter
  • Un amico che si prenda la responsabilità gestionale del gatto
zampa Leggi e regolamenti: è necessario essere sempre al corrente delle leggi e dei regolamenti che tutelano e gestiscono la circolazione dei pet all’interno della nostra società.

e soprattutto… SE DECIDETE DI ADOTTARE UN GATTO, E’ PER TUTTA LA SUA VITA!

 
 

IL GATTO: GRAFFI E MARCATURE URINARIE

IL GATTO: GRAFFI E MARCATURE URINARIE

 Il gatto utilizza diversi canali di comunicazione:

  • Vocali/Uditivi
  • Olfattivi (odori/feromoni-graffiature-)
  • Visivi (posturali, graffiature)

Permettono al gatto di organizzare il territorio, rapportarsi con i conspecifici, e secondo alcuni autori, di relazionarsi con l’uomo.

Queste tecniche comunicative sono estremamente efficaci nel rapporto con i propri conspecifici, ma purtroppo spesso noi esseri umani non le conosciamo a fondo e le interpretiamo in modo scorretto.

Volevo qui approfondire due strumenti comunicativi molto utilizzati dal gatto e altrettanto odiati dall’uomo: le graffiature e la marcatura urinaria.

 

Graffiature 

Le graffiature hanno funzione sia di comunicazione visiva (tracce lasciate dai graffi) che olfattiva (feromoni escreti dalle ghiandole interdigitali).

Le graffiature utilizzate per definire e marcare il territorio vengono effettuate in senso verticale dall’alto verso il basso con gli arti anteriori distesi e il dorso eretto.

Le marcature tramite graffi indicano che è presente un occupante abituale (il gatto residente) e vengono deposte in prossimità di un luogo di riposo (ecco perché le poltrone e i divani) o delle uscite e passaggio (ecco perché gli stipiti delle porte), nelle prossimità delle zone di caccia (alimentazione).1

 

graffio divano

 

 

Si tratta in ogni caso di posti che hanno senso per il gatto, per cui se il proprietario mette un graffiatoio in un luogo privo di significato, il gatto non lo userà!

Esistono anche le graffiature orizzontali, ma pare non abbiano tanto significato di marcatura quanto più l’utilità specifica di eliminare gli astucci cornei degli artigli.

 

Per cercare di limitare i danni creati dalle graffiature dei gatti in casa si comprano i graffiatoi. Ne esistono di diverse forme e dimensioni. Ricordate solo che dovrà essere posizionato nel luogo strategico per il gatto, perciò a volte anche vicino al divano, o in cucina, in base a dove il vostro micio ha fatto le grafffiature. È inutile che lo mettiate dove “vi dà meno fastidio” o dove “più si addice con l’arredamento”, rischierete di avere aggiunto solo un oggetto senza alcuna utilità!

 

Dal piccolo e semplice

 

A grande e complesso

tiragraffi piccolo                    tiragraffi-grande-3

 

Ricordate: il graffiatoio è per il gatto e deve sostituire superfici verticali sulle quali effettuare marcature ben evidenti sia a livello visivo che olfattivo!

idea intelligente

Altre semplici regole da seguire sono:

  • un tiragraffi abbastanza alto da permettere al gatto di effettuare le graffiature da seduto o in posizione verticale
  • avere una buona base di appoggio, in modo tale che non oscilli mentre viene graffiato dal gatto
  • scoraggiatelo a graffiare zone a voi care, mettendo substrati fastidiosi e rumorosi come la carta stagnola per esempio

 

Per noi le graffiature infatti sono solo un segnale visivo, ma in realtà hanno anche una componente percepita a livello olfattivo dagli altri gatti, grazie alla presenza di ghiandole presenti tra gli spazi interdigitali delle zampe, che liberano particolari sostanze definite feromoni (dal greco phero “portare” e orme “eccitamento”)

 

I feromoni vengono prodotti non solo dalle ghiandole presenti nelle zampe ma si trovano anche in altre zone del corpo.

Queste sostanze vengono utilizzate come segnali di identificazione o familiarità e vengono deposti su oggetti/ persone/ conspecifici per mezzo sfregamento parte laterale viso (da commessura labiale a zona glabra livello tempie)

 

  • F2: deposto durante eccitamento sex. Spr ♂  su ♀
  • F3 (Feliway®): su oggetti appartenete al suo ambiente. Azione rassicurante. Rilancia comportamento esploratorio e alimentare, inibisce comp. di marcatura
  • F4 (Felifriend®): su conspecifici/persone appartenenti al gruppo familiare (allomarcatura). Inibisce comp di aggr. territoriale o per irritazione, favorisce nascita di relazioni nel gruppo

feromoni facciali gt

 

Esistono anche per identificare Segnali di allarme , e sono feromoni escreti da ghiandole perianali e ghiandole poste nei cuscinetti plantari. Il sentore di queste molecole da parte di conspecifici provocano reazioni di evitamento e fuga. Comportamenti di paura si vedono infatti in gatti portati dal veterinario. Spesso possono percepire “la paura” di altri conspecifici visitati prima di loro.

La percezione dei feromoni nei carnivori avviene grazie al  comportamento del flehmen o lip-curl.

flehmen

Questo atteggiamento è rappresentato dal sollevamento del labbro superiore con bocca semiaperta in fase inspiratoria, completato nel gatto da movimenti della lingua verso il palato.

 jacobson

Da lì si ha l’accesso all’organo vomeronasale di Jacobson all’interno del quale vi sono cellule deputate a percepire particolari tipi di odori (feromoni). Gli impulsi elettrici generati dai recettori seguono il nervo vomeronasale attraverso il bulbo olfattivo accessorio e da lì fino al sistema limbico.

Marcature urinarie

Un altro metodo per segnare il territorio, sono le marcature urinarie. È comportamento tenuto sia da maschi che da femmine, sia da animali sterilizzati che non. Queste marcature vengono deposte per indicare l’occupante abituale del territorio (poste tra le intersezioni dei campi di attività)  oppure sono di tipo sessuale (poste in prossimità delle uscite), o ancora possono essere associate a cambiamenti o eventi stessanti per il gatto. In caso di marcature urinarie effettuate dai maschi durante il periodo del calore dlle femmine, si sentirà quel tipico odore acre.

Sono composte da spot di urina

  • Del diametro di 10-20cm (segnale visivo)
  • Ad altezza di circa 30-50cm da terra
  • Su supporto verticale
  • In stazione quadrupedale
  • Muove alternativamente i piedi (petrissage)
  • Coda tenuta in verticale e vibra
  • Successivamente annusa feromoni emessi (flehmen)

 urina

Qualora il vostro gatto abbia deposto urina nel vostro appartamento, non pulite con prodotti ammoniacali o conteneti ipoclorito di sodio, altrimenti bloccherete l’odore invece di elimiarlo. L’unico modo è utilizzare acqua e bicarbonato di sodio.

Ricordate che molti sono i fattori che possono spingere un gatto abituato a vivere in appartamento ad urinare fuori dalla lettiera:

  • Ristrutturazioni, cambi di appartamento
  • Ricovero in pensione
  • Ospedalizzazione o malattie
  • Introduzione di nuovi soggetti (gattini, bimbi…)
  • Cambiamenti di vita del proprietario (pr esempio un nuovo lavoro)
  • Cambio di abitudini del gatto (cambio sabbietta, diverse ciotole,..)
  • Eventi stressanti, (per esempio feste)
  • Ecc.

In questo caso contattate un Medico Veterinario Comportamentalista, che saprà come aiutare voi e il vostro micio.

L’unico rimedio alla marcatura urinaria del maschio durante i periodi di calore è la strerilizzazione chirurgica (asportazione dei testicoli).

 

 

Linkografia

http://news.stopodor.it/quando-il-gatto-fa-la-pipi-fuori-dalla-cassetta/

http://www.orsamaggiorevet.it/cons_tiragraffi.html

http://rumoredifusa.blogspot.it/2013/03/il-flehmen-dei-gatti-e-di-altri-animali.html

http://www.webalice.it/ciri.sara83/il–flehmen-.html

http://www.catwelfare.net/cphComportamentiDistruttivi.aspx

I SEGNALI DI CALMA E DI PACIFICAZIONE DEL CANE

I cani sono animali sociali pertanto tendono a collaborare e a evitare i conflitti mettendo in atto tutto il loro repertorio comunicativo. I canali espressivi sono quattro:

—         Olfattivo (odori e feromoni)

—         Visivo (posturale e facciale)

—         Vocale

—         Tattile

 TURID       LIBRO

In questo articolo approfondiremo solo una parte del repertorio comunicativo del cane, e in particolar modo alcuni segnali visivi.

Il cane mette in atto una serie di posture utili a relazionarsi in modo pacifico sia con i propri consepecifici che con l’uomo.

Quelle posture delle quali ci occupiamo ora sono i cosidetti “segnali di calma o di pacificazione”, che l’etologa Turid Rugaas ha imparato a riconoscere e a insegnato a tutti noi per meglio relazionarci e comprendere in nostri amici pelosi.

Questi segnali hanno un doppio significato:

  • segnale di disagio, di stress : “Sono preoccupato” o in una fase precoce per prevenire il succedere di eventi, evitare minacce da persone e cani, calmare il nervosismo, la paura, e cose spiacevoli.
  • per calmare il cane stesso quando è stressato o a disagio. richiesta di tolleranza, di calma, di amicizia : “Non voglio guai” o per far sentire gli altri più al sicuro. o per diventare amici di altri cani e persone”.

 

Possiamo usarli per capire lo stato emotivo del cane e per comunicare con il cane….

Tutti i cani usano gli stessi segnali, e tutti i cani sono in grado di capirli.

COME USARE I SEGNALI DI CALMA

Imparare a riconoscere e usare i segnali di calma eviterebbe di sicuro molti incidenti che coinvolgono persone e, soprattutto, cani.

Per esempio: siete fuori in passeggiata con il vostro cane, vi si avvicina un estraneo e vi chiede di accarezzarlo. Voi notate che il vostro cane volta la testa, si lecca il naso quando la persona prova ad allungare la mano. A quel punto il cane vi sta chiedendo aiuo dicendo che si sente a disagio per questo contatto poco chiaro (magari la persona è chinata su di lui). Pertanto chiedete a questa persona di toccare il cane solo se è il cane stesso ad avvicinarsi per un contatto.

Questi segnali potete anche utilizzarli voi stessi, per segnalare al cane le vostre buone intenzioni.

Per esempio: un cane cerca di saltarvi addosso. Vi fermate, voltate la testa e rimanete immobili fino a quando non si rilassa e rimane con 4 zampe a terra.

Vediamo ora uno ad uno i segnali di calma più evidenti che mettono in atto i nostri amici cani:

 

  1. Distogliere lo sguardo, girare la testa ed il corpo:

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 distolgono lo sguardo, magari girando anche la testa, allora si rilasseranno e difficilmente arriveranno ad uno scontro fisico: hanno comunicato le loro intenzioni pacifiche, hanno messo in pratica i Calming Signals, come dire “non voglio confrontami con te, non ho cattive intenzioni, sono pacifico”.

Infatti anche noi possiamo utilizzare i segnali di calma: quando incontriamo un cane non dobbiamo fissarlo, bensì guardarlo e distogliere lo sguardo, preferibilmente voltando anche la testa e mettendoci con il nostro corpo leggermente girato (dando al cane il nostro fianco). Ripetendo più volte questi gesti: guardo un attimo e distolgo lo sguardo, guardo un attimo e distolgo lo sguardo, e così via.

Il cane si sentirà più tranquillo e più disponibile a conoscerci.

Lo sguardo fisso è una minaccia. Non solo nei cani, ma in genere nei mammiferi e persino negli uccelli. E’ come prendere la mira prima di sparare: un segnale che anticipa l’aggressione.

A volte potrete  vedrete girare tutto il capo o magari amche tutto il corpo o altre volte magari può trattarsi del semplice movimento degli occhi, battere le ciglia con insistenza, socchiudere le palpebre. Dai proprietari di cani è spesso frainteso come sguardo “colpevole”.

 

  1. Avvicinarsi di lato, facendo un percorso non diretto

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Per i cani il modo in cui ci si avvicina è molto indicativo: un avvicinamento frontale e diretto può indicare sfida e provocare, quindi, reazioni aggressive o di paura. Ricordiamo che in una situazione di conflitto, l’animale che attacca cercherà di ottenere un vantaggio colpendo per primo, per cui cercherà la traiettoria più breve possibile (quella diretta)

Proprio per questo, invece, un avvicinamento indiretto, cioè percorrendo un’immaginaria curva che porti un soggetto al lato dell’altro individuo, è un segnale di pacificazione che indica che l’individuo che si sta avvicinando non cerca lo scontro od il confronto, anzi, le sue intenzioni sono pacifiche.

Allo stesso modo, quando siamo soli e vogliamo avvicinare un cane che non conosciamo, la cosa migliore è di effettuare un avvicinamento non diretto, facendo una curva ed arrivando dando il fianco al cane.

Tutti i cani si sentono a disagio quando vengono fissati, avvicinati con traiettoria diretta e velocemente. La traiettoria semi-circolare è utile anche per recuperare cani con reazioni di difesa verso i propri simili o verso l’uomo: seguirla insegna al cane a superare la fonte della sua ansia senza entrare in conflitto.

Tutti i cani si sentono a disagio quando vengono fissati, avvicinati con traiettoria diretta e velocemente. La traiettoria semi-circolare è un segnale di rispetto e di alleanza che evita i conflitti.

 

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La traiettoria diretta e fissare il cane provoca un evidente segnale di calma in questo Pastore Tedesco, impegnato in una prova di utilità e difesa: girare la testa

 Un altro esempio: Due cani al guinzaglio si incrociano sul marciapiede. Il maschio Labrador si butta a terra, e scodinzola eccitato, pronto a balzare in avanti. La Staffordshire Bull Terrier rallenta, volta la testa, si lecca il naso, si muove su una traiettoria semi-circolare, allontanandosi dal cane nero troppo irruente

  1. Sbadigliare

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Un cane può sbadigliare perché ha sonno, ma molto più spesso lo fa perché è a disagio, stressato o vuole comunicare un segnale di pacificazione.

L’etologa Turid Rugaas suggerisce questo divertente sistema per calmare il cane che zampetta ansioso per casa: sedetevi in poltrona e sbadigliate più volte. Lo sbadiglio è contagioso: non solo il cane vi imiterà, ma presto si metterà tranquillo a cuccia.

Spesso i cani sbadigliano quando sono agitati; possono capire questo segnale se proviene dall’uomo. Il cane vi imiterà, e si tranquillizzerà

 

  1. Sbattere le palpebre

Questo è un segnale più difficile da individuare, ma certamente utile per riprodurlo quando incontriamo un cane: volteremo lo sguardo esbatteremo ripetutamente le palpebre.

  1. Movimenti lenti

Sappiamo benissimo che è meglio avvicinarsi ad un cane e comunicare con movimenti lenti. Tutto ciò che è improvviso e veloce può causare uno stress o una reazione negativa (aggressione o fuga).

Quando un cane si muove lentamente potrebbe, quindi, indicarci uno stato di stress.

L’eccitazione, l’aggressività sono legate al movimento. L’attacco a una preda, così come a un rivale, richiede velocità. Il segnale di calma associato è la lentezza del movimento, o l’immobilità. Funziona male

con i proprietari di cani, che si arrabbiano ancora di più quando chiamano il cane, e questi fa finta di ignorarli o si avvicina piano piano.

  1. Immobilizzarsi (freezing) e/o sedersi, sdraiarsi.

Questo può essere la continuazione del precedente segnale di calma: il cane si immobilizza, magari gira lo sguardo, talvolta si siede o si sdraia.

Vuole chiaramente mandarci un segnale di calma. Anche durante il gioco possiamo osservare che i cani, ad intervalli, si siedono. Durante il gioco è molto importante che tutti gli individui sappiano che è un momento pacifico e che, qualsiasi cosa accada, è tutto per gioco! Il classico inchino, con il posteriore alto e le zampe anteriori distese a terra, se viene fatto in modo più rigido serve proprio per questo e viene spesso ripetuto proprio per pacificare l’altro (l’inchino che richiama al gioco è invece molto più energico!, magari seguito da qualche abbaio come richiamo).

Restare immobili indica la volontà a non prendere l’iniziativa, a non provocare una reazione di difesa o di offesa. E’ utilizzato anche durante il gioco, per calmare gli animi prima di ricominciare, o quando si avvicina un nuovo amico.

Per esempio: Un bambino si avvicina al cane di casa. Allunga la manina, e lo tocca sulla testa. Il cane rimane immobile, volta la testa, scodinzola e si lecca il naso. Se il bambino insiste, lo lecca o cerca di allontanarsi.

Indica la volontà di non prendere l’iniziativa e non provocare reazioni di difesa o di offesa. A volte rallentano semplicemente il movimento, altre volte possono alzare una zampa anteriore, in posizione di “punta”.

  1. Leccarsi le labbra e il naso

E’ un segnale molto frequente e molto rapido. Secondo alcuni autori deriva dalla richiesta di cibo che i cuccioli fanno, leccando le labbra degli adulti per indurli a rigurgitare.

In questa immagine il Lupo Cecoslovacco volta la testa, si lecca il naso e rimane immobile quando la bambina lo fissa e lo tocca sulla testa.

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Avviene immediatamente dopo una minaccia: i movimenti di leccamento sono molto veloci, solo la punta della lingua viene allungata fuori dalla bocca per leccare le labbra e il naso

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Oppure se , come in questa immagine, vogliamo accarezzare un cane che non conosciamo, ponendoci sopra di lui e allungando una mano,  il cane si sentirà minacciato e a disagio esprimendolo con questo segnale di calma.

  1. Annusare per terra

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In una situazione di possibile conflitto una delle possibili strategie è fare finta di niente, di essere intensamente occupati in qualcos’altro. Pensate a quando fate finta di leggere le istruzioni dell’ascensore, se entra un estraneo e vi sentite a disagio. In realtà njon sapete neppure cosa state leggendo ma lo fate per non essere obbligati a dover sostenere lo sguardo dell’altro. Allo stesso modo i cani annusano a terra, osservando con la coda dell’occhio cosa succede. E’ anche un modo per spostare l’attenzione su qualcosa di meno pericoloso: un odore può far dimenticare la tensione…

  1. Scodinzolare

Un cane minaccioso vi sbarra l’entrata a un cancello. Ha unaatteggiamento eretto e rigido: testa alta, orecchie e sguardo puntati in avanti, coda a candela. Ringhia o abbaia, eppure muove lentamente la coda. Scodinzolare è un segnale di calma, che può manifestarsi in modo differente se il cane è eccitato, impaurito, minaccioso, giocoso.

  1. L’inchino da gioco

E’ il tipico atteggiamento del cane che vuole giocare: le due zampe anteriori piegate, il posteriore sollevato. Un cane lo userà con maggiore frequenza se non è completamente sicuro delle reazioni del compagno, per confermare le proprie buone intenzioni. Viene usato anche come segnale di calma, in questo caso i movimenti sono spesso più lenti (vd. Paragrafo 6)

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  1. Il sorriso

Nei cani più espressivi e reattivi è possibile osservare il “sorriso”: il cane increspa le labbra scoprendo gli incisivi. L’atteggiamento del cane indica una richiesta di tolleranza e di amicizia, e il “sorriso” dura pochi istanti. E’ un segnale di calma usato soprattutto verso l’uomo.

  1. Scrollarsi

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Due cani stanno giocando alla lotta. Improvvisamente si fermano, rimangono immobili uno di fronte all’altro. Girano la testa, si scrollano, e ricominciano a giocare. Scrollarsi segue spesso un incontro con una certa tensione, come le coccole di una persona sconosciuta o un contatto fisico troppo invadente.

 

  1. Inserirsi tra due individui

 

1

 

Durante un gioco troppo vivace, in una situazione di tensione, un cane può cercare di ridurre il conflitto inserendosi tra i due contendenti. E’ facile osservare questo comportamento ai giardinetti, quando il terzo

incomodo si frappone tra due cani che giocano, e tutti e tre si fermano. E’ frequente anche verso persone che giocano o litigano, interpretata però come gelosia.

  14.    Urinare

L’odore della propria urina ha un effetto calmante soprattutto per i cani maschi, che in una situazione di stress tendono a marcare con maggiore frequenza. In alcuni casi marcare può essere anche interpretato come un segnale verso l’esterno, come attività ridiretta.

Esempio di incontro fra due cani e di attività ridiretta:

 

Cane fantasia maschio in postura eretta e atteggiamento minaccioso: coda verticale, testa eretta, sguardo fisso, rigidità muscolare, bocca chiusa, asse del corpo orientato verso l’altro cane.

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Inizio del “disimpegno”: il cane abbassa la testa, la muscolatura si rilassa (bocca aperta), il cane inizia a modificare l’orientamento dell’asse del corpo.

 

 

Il maschio di cane fantasia è in piena fase di disimpegno: l’asse del corpo è perpendicolare all’altro cane, il guinzaglio non è teso, il cane annusa a terra, negli istanti successivi verrà anche abbassata ulteriormente la coda.

E’ il momento di allontanarsi!

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LA COMUNICAZIONE FRA UOMO E CANE

 

Gli esseri umani sono partner sociali dei cani.

I cani non considerano gli esseri umani uguali agli altri cani, ma adottano con noi gli stessi canali di comunicazione che utilizzano con i loro simili.

Il cane e l’uomo si capiscono molto bene, però questa comunicazione non è sempre spontanea, per questo dobbiamo imparare la coerenza tra quello che diciamo con il linguaggio parlato (verbale) gli elementi ad esso connessi come intonazione e ritmo (paraverbale) e i movimenti del corpo (metaverbale).

I movimenti del corpo sono perfettamente decodificati dal cane e possono essere suddivisi in quattro gruppi:

LA POSIZIONE DEL BUSTO RISPETTO ALLA VERTICALE

· inclinata in avanti (approccio minaccioso)

· verticale (neutra)

E’ importante avere un approccio calmo e poco diretto col cane. Co un cane che non si conosce è importante farsi annusare rimanendo fermi (NO allungare la mano!). Poi possiamo accucciarci a fianco a lui, o porci di lato e accarezzarlo sul fianco con calma.

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(M.R.Pittavino)

 

LA VELOCITÀ DI SPOSTAMENTO (cinetica)

· cinetica rapida (aggressione)

· cinetica costante (velocità media costante) approccio neutro

per cui (soprattutto per i bambini) NON SCAPPATE mai da un cane, perché vi inseguirà anche solo come gioco. Cercare di rimanere fermi immobili e non guardare negli occhi il cane. Il movimento rapido ricorda le fasi di rincorsa della preda, quindi sempre molto eccitanti per il cane. Inoltre il non osservarlo direttamente negli occhi evita di porvi come minaccia.

LA TRAIETTORIA DI AVVICINAMENTO

La migliore traiettoria è quella curvilinea e mai diretta, in modo da non mettere a disagio il cane che abbiamo di fronte (anche il nostro cane di casa).

LO SGUARDO

Cercate sempre un approccio pacifico. Pertanto non fissate mai troppo insistentemente un cane negli occhi. Il persistere dello sguardo non vi rende “più forti” o “più dominanti” sul vostro cane. Questo gesto indica minaccia per il cane, per cui lo mettere solo in difficoltà. Pertanto evitate queste “sfide” con il vostro cane e ancor più con un cane che non conoscete, otterrete sempre una miglior risposta.

All’interno di ogni gruppo, poi, si sviluppa tutta una serie di rituali che non sono condivisi dagli estranei al gruppo; essi sono molto sofisticati e fondamentali per il legame di attaccamento del gruppo sociale e non vanno mai eliminati senza, per lo meno, sostituirli con altri rituali.

 

BIBLIOGRAFIA E LINKOGRAFIA

Turid Rugaas, An talking terms with dogs: calming signals

http://www.dog-training-excellence.com/basic-dog-body-language.html

http://educateurcomportementaliste.e-monsite.com/en/album/calming-signals/

http://qualityaussies.webs.com/calmingsignals.htm

http://thedoggerel.wordpress.com/2012/07/

http://dogbehaviour.co/blog/dogsniffingfloor/

http://www.difossombrone.it/comportamento/main10segnali.htm

http://www.flickriver.com/groups/803485@N24/pool/interesting/

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