Archivi del mese: gennaio 2018

DOMINANZA: SFATIAMO UN MITO!

Il termine dominanza è stato largamente abusato per descrivere comportamenti che con la dominanza poco avevano a che vedere:

  • Il cane ringhia quando ci si avvicina alla sua ciotola DOMINANTE!
  • Il cane ringhia quando gli si chiede di scendere dal letto DOMINANTE!
  • Il cane salta addosso alle persone DOMINANTE!
  • Il cane ringhia quando lo si vuole far uscire da sotto il letto DOMINANTE
  • il cane ringhia/morde quando è nella sua cuccia DOMINANTE!
  • … E via dicendo!

cn-ciotola

Purtroppo questa visione, basata su teorie prive di reali riscontri scientifici, ha avuto e possiede tutt’ora dei risvolti etici importanti, in quanto può condurre all’utilizzo della coercizione e della punizione come tecniche educative, allo scopo di correggere la presunta tendenza al dominio (Bradshaw et al., 2009).

Questo tipo di metodi educativi possono creare notevoli problemi comportamentali e relazionali.

Vediamo con questo articolo di chiarire (speriamo una volta per tutte) da dove si è creata la falsa credenza di dover dominare un cane per poter vivere  insieme, e quale invece siano la reali necessità da conoscere per avere una serena e piacevole convivenza.

La maggior parte delle ricerche effettuate negli anni ‘50,’60, ’70 sulle dinamiche sociali del branco sono state condotte sui lupi in cattività. Questi branchi in cattività sono composti da lupi provenienti da varie gruppi e messi insieme, con la possibilità di riprodursi tra loro in modo incontrollato.

I primi ricercatori che descrissero le dinamiche di branco furono Schenkel 1947; Rabb e al. 1967; Fox 1971b; Zimen 1975, 1982 Murie 1944; Mech 1966 (lo stesso che qualche anno più tardi avrebbe rivalutato tutti i suoi studi!), 1970; Haber 1977; Peterson 1977. Questi studi vedevano la coppia dominante avere assoluta egemonia sul resto del branco ed erano stati effettuati prevalentemente  su animali in condizioni innaturali.

Questa però non è stata l’unica scuola di pensiero: altri hanno sostenuto che in natura il branco non si sviluppa casualmente (come succede in cattività) ma forma una vera e propria famiglia (Murie 1944; Giovani e Goldman 1944; Mech 1970, 1988; Clark 1971; Haber 1977) che include la coppia di genitori  e la loro progenie ( Murie 1944; Haber 1977; Mech e al. 1998).

David Mech, nel 1999 (Di David Mech, “Concetto di Alfa, Dominanza e suddivisione dei compiti nei branchi di lupi” pubblicato su Canadian Journal of Zoology, 77: pagg. 1196-1203 nel lontano 1999) studiando per 13 estati un branco di lupi in condizioni naturali nell’isola di Ellesmere (Canada),  ha ritrattato le sue conclusioni risalenti agli anni settanta ribattezzando la coppia alfa o coppia dominante “coppia riproduttrice” (Mech 2008) mettendo il “capo-branco” nel cassetto.

Con questi nuovi studi ha dimostrato che la struttura tipica di un branco naturale è di tipo familiare, costituita dalla coppia riproduttrice e dalla loro prole avuta negli 1-3 anni precedenti. Alla luce di tali evidenze il maschio e la femmina alfa non sarebbero altro che la coppia genitoriale (o riproduttrice) che guida e mantiene la stabilità del gruppo senza dover ricorrere all’aggressività. In tali contesti i conflitti gerarchici sono rari, se non inesistenti.

Tutte le congetture sugli scontri tra maschi per la supremazia del branco all’evidenza dei fatti, nella stragrande maggioranza dei casi si “risolvono” con  i lupi che a partire dall’anno di età in poi lasciano il branco per formarsene uno proprio altrove (meccanismo che previene quegli scontri invece inevitabili in cattività) e di grande importanza, per mantenere quella diversità genetica necessaria per perpetuare la propria specie.

I cuccioli di lupo sono certamente subordinati ai genitori e ai fratelli più grandi eppure ricevono il cibo per primi dai genitori e talvolta dai fratelli (Mech 1999).

  lupifamiglia9b lupifamiglia7

Quindi per tutti questi anni abbiamo fatto riferimento a studi compiuti in prevalenza su lupi assolutamente non allo stato naturale e in più che avevano ben poco a che vedere con il progenitore del cane.

Non solo manca il cane in natura, mancano anche il suo progenitore e i suoi discendenti in ambiente naturale, poichè il progenitore del cane sarebbe il Lupo Artico, ormai in estinzione (i lupi studiati sono i Timber Wolf).

Il cane domestico discende dal lupo (Vilà et al., 1997), ma 15000 anni di domesticazione hanno sensibilmente modificato il cane a livello comportamentale. Contrariamente ai lupi, i cani si sono evoluti come spazzini piuttosto che come cacciatori (Coppinger e Coppinger, 2002).
Di cani in natura ve ne sono davvero pochi; e non si intendono i Dingo (Canis Lupus Dingo) ne l’African Painted/Wild Dog (Lycaon Pyctus) ancora osservabili allo stato naturale, ma al nostro Canis Lupus Familiaris.
E l’esempio più vicino al “modello naturale” del cane è il cane che troviamo nei villaggi (village dogs) ad esempio sull’isola di Phemba; studiati dal Prof. Raymond Coppinger, biologo e consumato praticante dello sleddog: questi cani non formano il branco, la loro sopravvivenza è legata a doppio filo con quella degli abitanti dei villaggi e con i loro rifiuti. Lo stesso comportamento è stato osservato in Kenya, Tanzania e Sud America su altrettanti “village dogs”.

Immagine correlata

 

Tutto ciò per sottolineare che a livello scientifico non sussistono le basi per parlare oltre di Dominanza, capo-branco, supremazia del più forte, ecc.

E’ importante considerare che un animale costantemente assoggettato ad un regime di vessatorio vede i suoi livelli di cortisolo (ormone dello stress) elevarsi permanentemente. Una condizione di malessere dà origine a variazioni fisiologiche e comportamentali che possono essere rilevate e misurate attraverso paramentri endocrini, tra i quali appunto il cortisolo, in quanto connesso con l’attivazione dell’asse ipotalamico-pituitario-surrenale in condizioni di stress: è quindi ritenuto indicatore ideale di benessere.

Inoltre in condizioni di malessere i cani mettono in atto un corredo comportamentale atto a limitare ed evitare il più possibile la situazione che li fa star male, a limitare il conflitto e lo scontro in quanto animali sociali.

Purtroppo questa visione antropocentrista e etologicamente scorretta è stata anche trasportata sui “campi di addestramento” di tutto il mondo, secondo la logica perversa che riduceva tutto a “ Il cane lo deve fare perché lo dico io” causando sofferenze, e danni psicologici anche gravi ai malcapitati. Tra le varie tecniche utilizzate ricordiamo, Tecniche di elicotteraggio, di impiccagione, cani affogati nell’acqua, collari elettrici usati con il solo principio: “Aumento l’intensità fino a quando non decidi di obbedire”…


Ancora oggi capitano CUCCIOLI presi a giornalate da rispettabilissime persone che candidamente  dicono: “Non gli faccio mica male! Serve solo per spaventarlo!”

O peggio ancora, musetti strofinati sulla loro urina “perchè così capisce che non deve farla in casa!”… non credo che un genitore di un bimbo di qualche mese, passi un pannolino sporco sul viso del proprio bambino per insegnargli a fare i bisogni nel water!

Il risultato di questo comportamento non ha nulla a che vedere con l’educazione ma mette solo il cucciolo in evidente stato di stress, e altera la corretta relazione che invece dovrebbe potersi creare fra il cane e il familiare umano.

Per insegnare un cane a sporcare fuori, a non tirare al guinzaglio, a seguire le difficile regole della società nella quale viviamo, a subire lo stress nostro e delle nostre città, è necessario solo avere molta pazienza e costanza. Fondamentale è creare una relazione duratura e piacevole per entrambi.

Tutto ciò si ottiene imparando a consocere le esigenze di una specie diversa da quella dell’uomo, che con l’uomo si è coevoluta, che a pieno diritto diventa parte del gruppo familiare, ma allo stesso tempo è necessario ricordare che essere un umano non è!

Purtroppo disinformazione, o cattiva informazione venduta anche dai mass-media e ritenuta “verbo sacro” dalla troppa parte della popolazione, continua a far perpetuare nel tempo una teoria ripudiata anche dagli stessi studiosi che 80 anni fa l’avevano ipotizzata.

 Ricapitolando la teoria del branco, capo-branco e dominanza così come popolarmente divulgata si basa su  lupi tenuti in cattività, molto diversi da quelli da cui discende il cane i cui possibili antenati non formano il branco!

perciò ricordate:

Il vostro cane non ha bisogno di un capobranco che gli dimostri continuamente la sua forza, ma di una guida che gli insegni con comprensione e rispetto a vivere serenamente nel contesto familiare e sociale, creando con voi una magnifica  relazione stabile e duratura. E tutto ciò si attua con una corretta informazione sulle necessità etologiche, e sociali della specie cane, apprese attraverso specialisti, quali Medici Veterinari esperti in comportamento, e magari anche eseguendo corsi di formazione e informazione (per esempio le puppy classes, ecc.)

 

VIAGGI CON IL PROPRIO PET

E’ bello poter fare le ferie insieme al proprio beniamino!

Tutto senza problemi se viaggiamo all’interno dei confini italiani. Al massimo dobbiamo cercare hotel, residence, campeggi che li ospitino, oppure ristoranti pet care, ecc. e seguire le loro regole interne.

Ricordate comunque che per correttezza nei confronti di altri animali ospitati in queste strutture, per igiene e rispetto di chi li ospita e per il benessere dei vostri animali, vi consigliamo:

  • di vaccinare regolarmente il vostro pet,
  • utilizzare prodotti per copetura ectoparassiti (zecche, pulci, ecc.)
  • eseguire un esame delle feci prima della partenza e al vostro ritorno per escludere la presenza di parassiti intestinali.

Se invece decideste di viaggiare con il vostro pet al di fuori del confine Italiano, ci sono alcune regole burocratiche da rispettare, e si rende necessaria una preparazione pre partenza con i dovuti tempi amministrativi.

Intanto bisogna decidere in quale paese ci si vuole recare. Per lo più nei paesi presenti all’interno della Comunità Europea, ad eccezione di alcune nazioni, la regolamentazione è uguale per ogni paese.

Europa Europe 3D

Tutto cambia invece, se si decide di andare al di fuori dell’ambito europeo, ma a quel punto sarà necessario valutare caso per caso chiedendo aiuto al vostro veterinario di fiucia, alle asl veterinarie  e alle ambasciate del paese di arrivo.

 VIAGGI VERSO PAESI APPARTNENTI ALL’UNIONE EUROPEA

Austria,  Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca,  Estonia,  Finlandia,  Francia,  Germania, Grecia,  Irlanda, Italia,  Lettonia, Lituania,  Lussemburgo,  Malta,  Olanda,  Polonia,  Portogallo, (Regno Unito), Rep. Ceca, Romania,  Slovacchia,  Slovenia,  Spagna, Svezia, Ungheria.

Regolamento (UE) 576/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 giugno 2013

Per gli spostamenti all’interno dei Paesi della UE di cani, gatti e furetti accompagnati dal proprietario o da persona che se ne assume la responsabilità per conto del proprietario, risultano necessari questi requisiti:

1) prima di tutto che il vostro pet sia identificato tramite sistema elettronico ( microchip) . Per il cane è ormai un obbligo di legge, per il gatto invece è ancora facoltativo, ma diventa obbligatorio se si vuole espatriare (perchè necessario alla compilazione del passaporto internazionale). Nel nostro studio la Dott.ssa Bondi è abilitata all’inserimento e all’identificazione di cane e gatto con relativa registrazione all’asl (per il gatto c’è una ulteriore registrazione all’anagrafe nazionale felina, federata ANMVI, che permette di ampliare le ricerche in caso di smarrimento)

a                                          banneranagrafefelina-gif

2) vaccinazione antirabbica (in corso di validità), effettuata almeno 21 giorni prima della partenza.  Per tale vaccino dovrete recarvi dal vostro veterinario di fiducia, che dopo accurata visita del vostro pet, effettuerà la vaccinazione antirabbica. Dopodichè il veterinaio compilerà un documento (modello 12 RPV ) che dovrete consegnare alla asl di competenza

3) passaporto da Regolamento (CE) 998/2003, (Regolamento (UE) 577/2013 della Commissione del 28 giugno 2013) che vi verrà rilasciata dalla asl veterinaria di competenza, consegnando  modello 12 compilato dal veterinario che attesta l’avvenuta vaccinazione antirabbica (data della vaccinazione, lotto e tipo di vaccinazione, ecc.) e  l’attestazione di iscrizione all’anagrafe (canina/felina)

 

Emesso da veterinari UE

Copertina azzurra

Emblema UE

Codice ISO dello Stato

Numerazione univoca

Lingua ufficiale e lingua inglese

                      passaporto        passaporto_europeo_animali-205x300

L’espatrio segue queste regole per cani di età superiore alle 12 settiamane. Per cani di età inferiore, di norma è vietato l’espatrio. Per le eccezioni è necessario seguire le regole di ciascun paese nel quale ci si reca informandosi presso i relativi Uffici Consolari e Asl Veterinarie.

ECHINOCCOCCOSI

Per alcuni Stati Membri vige una ulteriore richiesta che riguarda le misure sanitarie preventive necessarie alla lotta contro l’infezione dei cani da Echinococcus multilocularis

Secondo il REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. 1152/2011 DELLA COMMISSIONE del 14 luglio 2011 (che completa il regolamento (CE) n. 998/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio), va eseguito il trattamento contro le forme intestinali adulta e larvale del parassita Echinococcus multilocularis nei cani destinati ad essere introdotti a fini non commerciali in uno Stato membro o in una parte di uno Stato membro sotto  elencati:
FINLANDIA
NORVEGIA
SVEZIA
MALTA
IRLANDA
REGNO UNITO (oggi chiedere maggiori informazioni al consolato e alla asl inglese)
tale procedura consiste nella somministrazione, da parte di un veterinario, di un medicinale che contiene una dose adeguata di:
  1.  praziquantel;
  2. o sostanze farmacologiche attive

che, da sole o combinate, si sono rivelate in grado di ridurre le quantità di parassita Echinococcus multilocularis presenti, allo stato adulto o larvale, negli intestini delle specie ospiti.

Il trattamento non va effettuato non meno di 24 ore e non più di 120 ore prima dell’arrivo nei paesi in questione. In alternativa si accetta che i cani vengano trattati ogni 28 giorni. Per poter entrare nel paese con un animale usando questo regime, l’animale deve essere trattato due volte entro i 28 giorni prima di entrare nel paese e poi deve continuare il trattamento ogni 28 giorni.
Per la FINLANDIA deve essere effettuato nei 30 giorni antecedenti al suo arrivo.
Il veterinario deve provvedere alla somministrazione del farmaco certificando sul passaporto data e ora di somministrazione.

Purtroppo in alcuni paesi esistono anche severe regole su quali razze siano ammesse e quali no. Questo divieto non vale solo per cani di razze specifiche, ma anche per cani dall’aspetto simile a quello delle suddette razze. Anche i proprietari di questi ultimi devono essere consapevoli dei rischi e delle eventuali sanzioni a cui possono andare incontro.

Qui di seguito le razze a cui è vietato l’ingresso in Gran Bretagna:

  • Pitbull Terrier
  • Tosa
  • Dogo Argentino
  • Fila Brasileiro

Razze di cani la cui importazione in Norvegia è vietata:

  • pit bull terrier
  • staffordshire terrier americano (amstaff)
  • fila brasiliano
  • tosa inu
  • dogo argentino

MOLTI ALTRI SONO I PAESI NEI QUALI E’ VIETATO L’INGRESSO DI ALCUNE RAZZA. FACENDO RIFERIMENTO A QUESTO LINK, https://www.dogwelcome.it/norme-e-ordinanze-cani-e-gatti-estero, POTRETE TROVARE PAESI EUROPEI ED EXTRAEUROPEI

VIAGGI VERSO PAESI ESTERNI ALL’UNIONE EUROPEA

I documenti relativi al viaggio di andata variano da paese a paese ed è quindi sempre necessario chiedere di volta in volta alle ASL Veterinarie o, meglio ancora, ai Consolati del paese di destinazione.
Sono richiesti oltre al il Passaporto Europeo, la titolazione anticorpale per la rabbia (cioè la valutazione della quantità di anticorpi per la rabbia presenti nel sangue).

antirabboa

In caso di esito positivo il laboratorio rilascia un apposita attestazione. A questo punto la risposta va riportata nell’apposito spazio nel Passaporto Europeo, da parte del veterinario della ASL.

Una volta eseguito non è più necessario ripetere il test per ulteriori viaggi purché si provveda a rinnovare con regolarità la vaccinazione antirabbica prima della scadenza riportata sul passaporto. In assenza della titolazione l’animale può uscire dall’Unione Europea, ma non rientrare.

Il certificato di salute dell’animale datato massimo sei giorni prima della partenza, viene richiesto solo per alcuni paesi extra Comunità Europea (per maggiore sicurezza è opportuno chiedere alle Ambasciate o Consolati prima della partenza).
La visita e il certificato possono essere attestati da un veterinario libero professionista.

( informazioni prese dal sito del ministero della salute, ultimo aggiornamento 27/07/2016 e pubblicazione 21/12/2016  http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=214&area=cani&menu=viaggiare)

VALIDITA’

La validità del passaporto decorre data dalla della vaccinazione antirabbica e può essere annuale, biennale o triennale a seconda del tipo di vaccino utilizzato; il rinnovo non è obbligatorio ma sarà necessario solo in caso di nuovo espatrio.
Nel caso il vaccino risulti scaduto dovranno nuovamente decorrere 21 giorni prima della nuova validità del passaporto.
Il passaporto può essere rinnovato presso i veterinari liberi professionisti autorizzati ai sensi del Regolamento UE 576/2013.
VI RICORDIAMO CHE PRESSO IL NOSTRO STUDIO UTILIZZIAMO UN VACCINO CON VALENZA TRIENNALE (vd precisazioni) E CHE LA DOTTORESSA BONDI E’ ABILITATA AL RINNOVO DEL PASSAPORTO.
Precisazione sul metodo di vaccinazione antirabbica con valenza triennale:
Il soggetto deve avere un’età non inferiore ai 12 mesi di età. per la pria somminitrazione devono decorrere 21 giorni prima della partenza verso il paese prescelto.
Se si desidera mantenre la copertura vaccinale, sarà necessario seguire questo schema vaccinale:
vc
Vi ricordiamo che presso il nostro studio, la Dottoressa Bondi è abilitata al rinnovo del passaporto, che segue i richiami vaccinali antirabbici.
gennaio: 2018
L M M G V S D
« apr   ott »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  

Archivi