LE VACCINAZIONI: COME, QUANDO E PERCHE’

La  vaccinazione consiste nella somministrazione di un vaccino sia a scopo profilattico (vaccinoprofilassi) che a scopo terapeutico (vaccinoterapia).

La vaccinoprofilassi è un tipo di vaccinazione effettuata per creare uno stato immunitario nei confronti di una o più malattie, attivando le componenti del sistema immunitario a rispondere meglio ad uno specifico agente patogeno.

La sua efficacia è in relazione alla sua estensione nei confronti della popolazione; essa è assoluta solo nel caso in cui tutta la popolazione che si vuole proteggere sia stata vaccinata. A causa dei costi di una vaccinazione di massa, essa viene praticata per malattie infettive con morbilità e/o mortalità elevata, e contro cui non esistano altri metodi profilattici.

La vaccinoterapia è invece un tipo di vaccinazione effettuata a scopo terapeutico contro una malattia, quando questa è già in atto, con lo scopo di potenziare gli anticorpi presenti nell’organismo.

Per rendere le vaccinazioni più efficaci vengono stilate successioni cronologiche, riassunte nei cosiddetti “Calendari Vaccinali”.

La vaccinazione è un fondamentale intervento di Sanità Pubblica, che si prefigge di proteggere da malattie gravi o potenzialmente letali sia l’individuo che la comunità. Le vaccinazioni di profilassi sono un presidio preventivo fondamentale per la salute del cane/gatto, e hanno permesso di ridurre in maniera estremamente rilevante  il numero di patologie gravi.

L’ultimo esempio eclatante è stata la prevenzione della diffusione e l’eradicazione della rabbia nel Nord Italia, attraverso un piano di vaccinazione orale antirabbico nelle volpi, la vaccinazione dei cani introdotti e residenti nelle Regioni e Province Autonome coinvolte nell’emergenza e la vaccinazione degli animali domestici condotti al pascolo nei territori a rischio. Il rischio è stato revocato il 14 Febbraio 2013 e l’Italia è stata dichiarata Paese Indenne dalla rabbia (un Paese può dichiarare la riacquisizione dell’indennità da rabbia, trascorsi due anni dall’ultimo caso di malattia. in questo caso l’ultimo fatto accertato risale al 14 febbraio 2011, individuato in una volpe in Provincia di Belluno).

Le vaccinazioni di cui parleremo sono quelle profilattiche per alcune gravi patologie che possono colpire il cane e il gatto.

i vaccini possono essere:

A)  INATTIVATI (o SPENTI)

Microrganismi completi a cui è stata eliminata la virulenza mediante inattivazione fisica o chimica

Vantaggi:

  • inducono l’immunità senza rischi

Svantaggi:

  • possibile scomparsa di alcuni disegni antigenici
  • meno efficaci nello stimulare l’immunità cellulo-mediata
  • immunità di breve durata

B) VIVI ATTENUATI 

Microrganismi completi il cui  potere patogeno è stato diminuito o eliminato

Vantaggi:

- bilanciata risposta  di sistema e locale, umorale e cellulo-mediata

Svantaggi:

  • contaminazione dei prodotti vaccinali
  • virulenza residua  

Il vaccino vivo attenuato contiene microrganismi vivi che derivano da batteri o virus attenuati in laboratorio usando ripetuti passaggi colturali in condizioni subottimali di crescita. Per produrre una risposta immune, i microrganismi vivi attenuati devono replicarsi e crescere nel soggetto vaccinato. A tal fine, viene somministrata una piccola dose del patogeno attenuato lasciando che esso si replichi nell’organismo fino a quando il suo livello è tale da stimolare una risposta immune uguale a quella che si sviluppa in seguito alla malattia classica.

Nei soggetti con deficit immunitari il patogeno attenuato può però avere una replicazione incontrollata e indurre la malattia classica. Esiste la possibilità inoltre che un microrganismo attenuato possa tornare alla sua forma originaria e dare malattia.

VACCINOPROFILASSI NEL CANE

CIMURRO

murro (Morva Canina) è una malattia infettiva contagiosa da virus (Fam. Paramyxoviridae, Morbillivirus) e spesso letale che colpisce i giovani cani (mai il gatto domestico).

La fonte principale di infezione è la via aerogena  è attraverso lo scolo oculo-nasale; fondamentale appare il contatto diretto tra soggetto ammalato e sano. Gli animali possono ricevere il virus da particelle di saliva, ma anche da urina e feci di animali infetti.

Il cimurro può colpire tanto i soggetti molto giovani quanto quelli avanti con l’età. I soggetti a rischio maggiormente elevato sono i giovani di poche settimane che manifestano:

  • ipertermia
  • disidratazione
  • inappetenza
  • ottundimento del sensorio
  • diarrea emorragica
  • scolo nasale
  • sintomatologie nervose (convulsioni)

 cimurro

Nei soggetti di almeno due-tre mesi di età si instaura una caratteristica ipertermia ad andamento bifasico che vede un periodo ipertermico di 2-3 giorni seguito da remissione e da un secondo periodo ipertermico che dura per tutta la malattia.

il vaccino contro questa patologia è unvaccino vivo attenuato

La prima somministrazione si effettua dopo 9 settimane di vita e poi si ripete dopo 3-4 settimane, o comunque sempre dopo la 12 settimana di vita.  Dopodichè si esegue il richiamo annuale.

EPATITE INFETTIVA (Malattia di Rubarth):

è una malattia infettiva contagiosa della famiglia Adenoviridae. Decorrere in forma acuta nei soggetti giovani e in forma subclinica in soggetti di età superiore ad un anno. E’ caratterizzata da elevata morbilità e mortalità nei cuccioli di età inferiore alle due settimane e privi di immunità colostrale. colpisce cane e volpi.

La principale fonte di infezione è l’ingestione di urina, feci o saliva di cani infetti. la trasmissione avviene per via oro-nasale diretta e indiretta.

Dopo la guarigione, i cani possono diffondere il virus mediante le urine per un periodo fino a 6 mesi.

Il virus è resistente a numerosi disinfettanti e può permanere nell’ambiente per diverse settimane o mesi. disattivato da temperatura superiore ai 60°C e dai raggi UV.

Sintomatologia:

  • febbre a volte superiore a 40°C
  • anoressia
  • abattimento linfoadenomegalia cervicale
  • tonsillite
  • vomito e diarrea
  • dolorabilità addominale
  • epatite
  • tosse e dispnea
  • tonsillite
  • enterite emorragica
  • edemi sottocutanei
  • grave vasculite
  • a volte turbe nervose
  • congiuntivite
  • fotofobia
  •  edema corneale e uveite con conseguente opacizzazione dell’occhio (occhio blu)  

epatiteinf

Questa patologia è causata dall’adenovirus canino tipo CAdV1, antigenicamente correlato all’adenovirus canino tipo 2 (CAdV2) responsabile delle infezioni respiratorie.

Il vaccino contro questa patologia è unvaccino vivo attenuato.

La prima somministrazione si effettua dopo 9 settimane di vita e poi si ripete dopo 3-4 settimane, o comunque sempre dopo la 12 settimana di vita.  Dopodichè si esegue il richiamo annuale.

 Molti vaccini usano il ceppo CAV-2 al posto del ceppo CAV-1 (epatite infettiva canina) per proteggere gli animali da questa malattia, poiché questo ceppo offre protezione crociata anche contro alcune forme tosse dei canili ed è meno propenso a causare la comparsa dell’occhio blu.

PARAINFLUENZA e  altre forme respiratorie da Adenovirus (tosse dei canili)

La tosse dei canili o tracheobronchite infettiva è causata da diversi agenti patogeni, virali e batterici. Tuttavia sono molto importanti anche altri fattori, come il sovraffollamento e lo stress. Per questo la tosse dei canili è considerata una malattia multifattoriale.

I virus coinvolti sono il virus parainfluenzale (Canine Parainfluenza Virus, CPiV), l’adenovirus canino (Canine Adenoviruts type 2, CAV-2), l’herpesvirus canino (Canine Herpesvirus, CHV) e il coronavirus respiratorio canino (Canine Respiratory Coronavirus, CRCoV), mentre tra i batteri, quello che riveste maggiore importanza secondo diversi autori è Bordetella bronchiseptica. Quest’ultimo può essere associato ad altri microrganismi e batteri.

La tosse dei canili è una malattia dei cani contagiosa, la cui trasmissione avviene per semplice contiguità, e il contagio ricorda quello dell’influenza umana.
sintomatologia

  • tosse secca e stizzosa con tracheite 
  • talvolta con interessamento dei bronchi, mentre
  • fino a polmonite.

Questi fenomeni si manifestano più frequentemente durante lo sforzo fisico, che talvolta può causare un eccessivo affaticamento.

In questo caso la vaccinazione non esclude completamente la possibilità di contagio, ma ne attenua sicuramente i sintomi (ricordiamo: malattia multifattoriale)

Il vaccino contro questa patologia è unvaccino vivo attenuato.

La prima somministrazione si effettua dopo 9 settimane di vita e poi si ripete dopo 3-4 settimane, o comunque sempre dopo la 12 settimana di vita.  Dopodichè si esegue il richiamo annuale.

PARVOVIROSI CANINA 

E’ una malattia infettiva di origine virale del cane,  conosciuta anche come gastroenterite emorragica trasmissibile. Il virus responsabile appartiene alla Famiglia Parvoviridae ed è un Parvovirus Canino Tipo 2 (CPV 2).

La via di trasmissione è sia diretta che  indiretta,  ma quest’ultima, tramite materiale fecale contaminato, è una fonte molto importante di contagio. Il periodo d’incubazione è di tre/otto giorni.

L’infezione parvovirale può colpire i cani di qualsiasi età, sebbene la maggior parte dei casi si verifichi nei cuccioli giovani di età compresa tra le 6 settimane e i 6 mesi. Gli animali non vaccinati o parzialmente vaccinati presentano un rischio considerevolmente più elevato di sviluppare parvovirosi.

Sintomatologia:

  • Abbattimento del sonsorio e letargia
  • Inappetenza
  • Dimagrimento
  • Diarrea profusa, spesso sanguinolenta, maleodorante

parvo

  • Presenza di sangue rosso vivo nelle feci (ematochezia)
  • Presenza di muco nelle feci (steatorrea)
  • Vomito, spesso incoercibile
  • Febbre (di solito fluttuante, può essere estremamente alta)
  • Dolore addominale
  • Disidratazione
  • Shock
  • Collasso

il virus sopravvive a lungo negli ambienti e non viene inattivato da disinfettanti comuni.

Un’ottima azione disinfettante è data da  soluzioni concentrate di ipoclorito di sodio (diluizione 1:30) (candeggina), in tutto l’ambiente in cui ha vissuto il cane infetto.

Il vaccino contro questa patologia è unvaccino vivo attenuato.

 La prima somministrazione si effettua dopo 9 settimane di vita e poi si ripete dopo 3-4 settimane, o comunque sempre dopo la 12 settimana di vita.  Dopodichè si esegue il richiamo annuale.

LEPTOSPIROSI

 La leptospirosi (nota anche come febbre dei sette giorni, febbre autunnale o febbre dei porcai) è una malattia infettiva acuta sistemica di tipo vasculitico, causata da spirochete del genere Leptospira,  che sono batteri sottili e spiraliformi.

Questa malattia è trasmessa al cane  per via oronasale da “ospiti accidentali” quali (soprattutto) il ratto, il porcospino, la puzzola, i bovini e i suini

La leptospirosi è una malattia silente (che non dà particolari segnali d’allarme), che si manifesta in fase avanzata attraverso stati febbrili acuti dopo un’incubazione di circa 4-12 giorni. I “soggetti” più colpiti sono i nostri animali più giovani, con età inferiore ad un anno. La leptospirosi è una zoonosi cosmopolita

L’uomo si infetta attraverso il contatto con le urine dei mammiferi portatori. La trasmissione può avvenire ancheper inalazione o attraverso il morso di un animale infetto. La probabilità di infettarsi dipende dalla carica infettante.

Pare che le leptospire siano in grado di produrre tossine che potrebbero spiegare i danni agli endoteli. Una volta superata la barriera dei tegumenti, le leptospire raggiungono il torrente ematico e, attraverso questo, ogni organo e tessuto (reni, fegato, ecc).

Sintomatologia:

  • Febbre alta, che in seguito può diminuire
  • Gastroenterite con vomito e diarrea con o senza sangue
  • Ittero (colorazione arancione-giallastra), tipico della leptospirosi. L’ittero è dovuto ai danni al fegato

leptroisis-1

  • Urine scure
  • Forte disidratazione
  • Arrossamento delle mucose
  • Scarsa vitalità
  • Insufficienza renale acuta
  • Possibile morte dell’animale

Il microrganismo vive solitamente nell’acqua ed è rapidamente distrutto dalla luce e da temperature superiori a 20 ºC; di conseguenza, non riesce a sopravvivere a lungo se esposto alla piena luce solare. È consigliabile tenere lontano il cane dalle pozze di acqua stagnante in zone ombreggiate, specialmente se nell’area sono presenti dei ratti.

La malattia non è trasmessa per via orale, ma penetra nell’organismo attraverso le ferite della cute. Per questo motivo, se si hanno delle ferite aperte, è importante prestare particolare attenzione, quando si maneggia il proprio cane, specialmente la metà inferiore del corpo.

È essenziale eliminare dal proprio giardino eventuali aree umide e tutti i materiali che potrebbero attirare i ratti.

Il vaccino contro questa patologia è un vaccino inattivato (contro sierotipo Canicola e Icterohaemorragiae)

 La prima somministrazione si effettua dopo 9 settimane di vita e poi si ripete dopo 3-4 settimane, o comunque sempre dopo la 12 settimana di vita.  Dopodichè si esegue il richiamo annuale o semestrale in base allo stile di vita del cane e secondo consiglio del Medico Veterinario.

RABBIA (non obbligatorio in Italia)

La rabbia è una malattia infettiva detta anche Poliencefalite virale che colpisce gli animali a sangue caldo e può essere trasmessa all’uomo (zoonosi). L’agente eziologico è il virus della rabbia, appartenente al genere Lyssavirua (Fam. Rhabdoviridae, ordine Mononegavirales). L’animale serbatoio è solitamente il pipistrello, mentre l’infezione umana è mediata solitamente da cani (o gatti)  nel ciclo urbano o da volpi nel ciclo silvestre in Europa.,

La rabbia può essere trasmessa dagli animali all’uomo, attraverso la saliva, generalmente in seguito a morsicatura.

La rabbia coinvolge il sistema nervoso, le ghiandole salivari e si può suddividere in tre fasi: prodromica, furiosa e paralitica.

Sintomatologia:

  • Cambiamenti nel comportamento dell’animale (ansia, solitudine, nervosismo, timidezza, aggressività)
  • Comportamento anomalo
  • Febbre
  • Problemi muscolari (mancanza di coordinazione, paralisi, convulsioni)
  • Cambiamento di tono della voce
  • Salivazione eccessiva e schiumosa

rabbia canina

  • Tendenza a mordere

La norma nazionale prevede, inoltre, l’obbligo di sequestro e osservazione di tutti i cani e gatti morsicatori o che, pur non avendo morsicato, presentino manifestazioni riferibili all’infezione della rabbia (art. 86 d.p.r. 320/54). L’animale viene tenuto in quarantena. disinfettare con ipoclorito di sodio (candeggina) ambienti e oggetti con il quale l’animale è venuto a contatto.

Il vaccino contro questa patologia è un vaccino inattivato 

 La prima somministrazione si effettua a sogg che abbiano superato i 3 mesi di vita, richiamo annuale

Il Regolamento CE n. 998/2003 (e successiva modifica del 30 marzo 2004) dell’Unione europea stabilisce  che cani, gatti e furetti che viaggiano nei paesi dell’Unione europea devono avere un passaporto. Questo documento viene rilasciato dall’Asl di competenza, dopo aver verificato la presenza del microchip identificativo e dopo la vaccinazione antirabbica effettuata almeno ventuno giorni prima della partenza. Ventiquattro ore prima della partenza il veterinario certificherà, apponendo un timbro sul passaporto, che l’animale è in condizioni di salute idonee per il viaggio. Per maggiori informazioni contattare L’ASL 3 Veterinaria al n° 0108495591

 

VACCINOPROFILASSI NEL GATTO

 

PANLEUCOPENIA VIRALE FELINA

 chiamata anche gastroenterite, è la corrispondente felina della Parvovirosi del cane, l’agente eziologico è un virus della famiglia dei Parvoviridae.

Si tratta di una forma di gastroenterite,  con un alto tasso di mortalità. I soggetti più sensibili all’infezione sono i gatti giovani non vaccinati. Il virus tende a persistere parecchio nell’ambiente, ma viene distrutto da disinfetanti come l’ipoclorito di sodio diluito 1:30 (candeggina) ed è  altamente contagioso, viene escreto nelle feci e nei fluidi corporei.  L’infezione può avvenire per contatto diretto con le feci di gatti infetti o indirettamente mediante l’esposizione all’ambiente o a oggetti contaminati, come ad esempio lettiere, ciotole o persino alle persone che accudiscono i gatti infetti. L’infezione avviene mediante lingestione del virus.

Sintomatologia

  • abbattimento
  • letargia
  • debolezza
  • perdita di appetito
  • febbre alta
  • vomito
  • diarrea(può insorgere nelle prime fasi o nelle fasi più avanzate del decorso della malattia; le feci possono essere di colore giallo e/o striate di sangue rosso vivo)
  • disidratazione (marcata)
  • dolore addominale (spesso grave e debilitante; il gatto può assumere una postura incurvata e sperimentare un evidente disagio)
  • vocalizzazione lamentosa
  • decesso fetale
  • aborto
  • sindrome “fading kitten” (morte improvvisa nei gattini)
  • ipoplasia cerebellare (mancanza di coordinazione/atassia, andatura barcollante, tremori; di solito non progressiva e osservabile tra i 10 e i 14 giorni successivi l’esposizione al virus)
  • decesso improvviso (può verificarsi prima della comparsa dei segni clinici; può rassomigliare ad una morte per avvelenamento)

Oltre ad attaccare il tratto gastrointestinale, il parvovirus felino può anche colpire sistema sanguigno, sistema nervoso, tessuti oftalmici (dell’occhio), sistema riproduttivo e sistema linfatico. Può colpire il feto durante la gravidanza e subito dopo il parto, causando sino al 90% di mortalità o danno cerebrale permanente nei cuccioli neonati.

Il vaccino contro questa patologia è un vaccino vivo attenuato.

 La prima somministrazione si effettua dopo 9 settimane di vita e poi si ripete dopo 3-4 settimane, o comunque sempre dopo la 12 settimana di vita.  Dopodichè si esegue il richiamo annuale.

RINOTRACHEITE INFETTIVA

 L’ herpesvirus felino 1 (FHV-1) è l’agente della rinotracheite virale felina e ed è universalmente distribuito. Il virus appartiene alla famiglia Herpesviridae, sottofamiglia Alphaherpesvirinae, genere Varicellovirus. questo virus è responsabile del classico raffreddore con congiuntivite dei gattini.Si tratta di una malattia molto contagiosa, il virus persiste parecchio nell’ambiente. La trasmissione avviene per via diretta e indiretta, attraverso lo scolo muconasale e attraverso oggetti e ambiente con la quale l’animale è venuto a contatto.

Sintomatologia

  • ipertermia
  • rinite con starnuti
  • scolo nasale

raffreddore gt ok    calicivirus 2

  • congiuntivite

rinite gt2

Progressione della malattia se non trattata:

  • congiuntivite cronica con ulcerazioni dell’ occhio (in casi gravi perdita dell’ occhio)
  • depressione ed anoressia
  • può condurre a morte l’animale se non adeguatamente trattato e/o se l’animale è immunodepresso o non vaccinato.

Molto spesso, l’infezione da FHV-1 si presenta insieme al Calicivirus felino, Chlamydophila felis, Bordetella bronchiseptica , e varie specie di Mycoplasmi ed altri microorganismi, compreso lo Stafilococco e  l’Escherichia coli, che possono determinare infezioni secondarie delle vie respiratorie, causando una sindrome respiratoria multi-agente.

Il vaccino contro questa patologia è un vaccino vivo attenuato.

 La prima somministrazione si effettua dopo 9 settimane di vita e poi si ripete dopo 3-4 settimane, o comunque sempre dopo la 12 settimana di vita.  Dopodichè si esegue il richiamo annuale.

CALICIVIROSI FELINA

La Calicivirosi, proprio come la Rinotracheite Infettiva Felina, colpisce le prime vie respiratorie del gatto e pertanto le due malattie sembrano presentare molte analogie. La Calicivirosi è sostenuta da un RNA virus appartenente alla famiglia dei Calicivirus, molto contagioso fra i gatti e che permane a lungo nell’ambiente; la trasmissione avviene attraverso il contatto con individui malati o con secrezioni infette. 

Sintomatrologia:

  • febbre
  • depressione modesta e scarso appetito
  • starnuti
  • scolo nasale

nei casi più gravi:

  • vescicole linguali

calicivirosi

  • ulcere del cavo orale
  • congiuntivite
  • dispnea
  • grave iperemia
  • polmonite
  • fino a morte del soggetto (soggetti giovanissimi)

Il vaccino contro questa patologia è un vaccino inattivato.

 La prima somministrazione si effettua dopo 9 settimane di vita e poi si ripete dopo 3-4 settimane, o comunque sempre dopo la 12 settimana di vita.  Dopodichè si esegue il richiamo annuale.

Altre vaccinazioni eventualmente consigliate seguendo il parere del Medico veterinario

CLAMIDIOSI

la Chlamydia Psittaci provoca una serie di sintomi sovrapponibili a quelli dell’Herpesvirus della rinotracheite. Di solito provoca una chemosi (edema congiuntivale)  più pronunciata, inizia da un solo occhio e raramente dà complicazioni polmonari. Il problema della Clamidiosi è che spesso i gatti rimangono portatori cronici, riacutizzando periodicamente la malattia e che è una zoonosi, si trasmette facilmente anche all’uomo, causando una fastidiosa congiuntivite. Il vaccino per la Clamidiosi si trova associato al trivalente classico, facendolo diventare un quadrivalente, ma visti i costi maggiori e visto che non copre al 100%, si preferisce usarlo solo negli ambienti a rischio, come i gattili o gli allevamenti.

clamidiosi_felina_thumb  clamidia2

LEUCEMIA FELINA

La leucemia felina (FeLV) è una malattia contagiosa che colpisce il sistema immunitario  provocando una forte riduzione dei globuli bianchi e l’insorgere di altre gravi patologie secondarie a carico di diversi apparati, con varia sintomatologia:

  • infezioni croniche e progressive del cavo orale con conseguente anoressia
  • problemi cutanei
  • vomito
  • diarrea
  • infezioni croniche respiratorie
  • patologie a carico dell’occhio
  • otiti
  • convulsioni
  • anemia
  • ittero
  • forme tumorali come il linfoma

Il virus della FeLV (retrovirus) si trasmette mediante saliva, secrezioni o sangue di soggetti infetti ma può avvenire anche con contatto indiretto perchè il virus può restare attivo nell’ambiente anche per 1 mese se protetto da materiale organico. Veicolo di contagio possono essere anche ciotole, cucce o altro materiale infetto.

 Di solito la vaccinazione per la FeLV viene riservata a gatti che escono di casa e che sono effettivamente a rischio, anche perché prima di farla bisogna effettuare un esame del sangue per sapere se il gatto presenta o meno gli anticorpi verso questa patologia (identificabili non prima dei 4 mesi di vita). Successivamente al test (solo se negativo, in quanto vaccinare un gatto positivo non ha alcun senso terrapeutico) si eseguono due vaccinazioni, a distanza di un mese una dall’altra. Richiamo annuale.

RABBIA

stessa sintomatologia del cane. 

Il vaccino per la rabbia nel gatto  è lo stesso vaccino usato per il cane (virus inattivato) e va effettuato a minimo tre mesi di vita.

I richiami hanno una frequenza annuale.

 La vaccinazione antirabbica prevede prima l’inserimento del microchip

La vaccinazione contro la rabbia  non è obbligatoria in Italia. Diventa obbligatoria, iniseme all’inserimento del microchip e al passaporto nel caso in cui si voglia viaggiare in Europa (tutti i paesi appartenenti all’Unione Europea la richiedono) o all’estero in compagnia del nostro gatto, e nel caso di esposizioni feline. Prima di partire per qualsiasi viaggio, quindi, è sempre bene informarsi alla Asl di competenza o chiedere chiarimenti al proprio veterinario.

 

AVVERTENZE:

Il vaccino deve essere eseguito solo da un Medico Veterinario.

Vanno vaccinati animali solo in buonostato di salute, che puo accertare il medico veterinario solo dopo accurata visita. Necessario anche eventuale esame delle feci per controllo presenza di parassiti intestinali, che in tal aso devono essere elinìminati prima della sommministrazine della vaccinazione.

Evitare l’esposizione dell’animale  alle infezioni per le quali lo si vaccina per almeno 21 giorni seguenti la vaccinazione.

Non somministrare corticosteroidi o non effettuare cure antivirali nei giorni precedenti o successivi la vaccinazione.

 IMPORTANTE

Le vaccinazioni devono essere effettuate anche in soggetti che vivono solo in casa (di solito gatti in appartamento). La trasmissione di alcune patologie avviene per via orofecale, e siamo noi padroni a poterle portarle a casa e quindi possibili untori.

Inoltre i cuccioli che ancora devono essere vaccinati, oppure tra la prima e la seconda vaccinazione DEVONO  uscire di casa. NON DOVETE ASSOLUTAMENTE RINTANARLI IN CASA. L’uscita deve avvenire con massimo scrupolo e attenzione: si esce controllando ogni singolo passo, portandoli in luoghi puliti e non frequentati da altri cani. Ricordate che tra i 2 e i 4 mesi circa c’è la fase di socializzazione eterospecifica e ambientale, che se preclusa  può avere ripercussioni anche gravi sulla vita del vostro cane ( vd “Regali di Natale”, Articoli, Medicina Comportamentali, “Il cane: Quando adottare”).

Bibliografia e Linkografia

Prontuario terapeutico Veterinario SCIVAC

prontuario veterinario animali da compagnia Virbac 2008

http://it.wikipedia.org/wiki/Vaccinazione

http://it.wikipedia.org/wiki/Cimurro

http://www.unite.it/UniTE/Engine/RAServeFile.php/f/File_Prof/MARSILIO_1375/I_vaccini.pdf

http://www.unite.it/UniTE/Engine/RAServeFile.php/f/File_Prof/DI_MARTINO_1724/adenovirus_caninno.pdf

http://www.pointvet.it/web/index.php?com=periodici&option=content&id=11060

http://it.wikipedia.org/wiki/Parvovirosi_canina

http://it.wikipedia.org/wiki/Leptospirosi

http://www.malattiedeicani.it/leptospirosi/

https://www.zoetis.it/conditions/cani/leptospirosi-canina.aspx

 http://it.wikipedia.org/wiki/Rabbia

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_35_allegato.pdf

http://www.poliziadistato.it/articolo/1088-Il_passaporto_per_gli_animali_da_compagnia/

 http://attualita.tuttogratis.it/animali/vaccinazioni-gatti-costo-obbligatorie-e-consigliate-ogni-quanto-farle-effetti-collaterali/P133801/

http://www.petclub.it/it/gatti/salute/salute/prevenzione/vaccinazioni-obbligatorie/

http://www.animaliinsalute.com/2013/02/panleucopenia-felina-cause-sintomi-e-terapia.html

http://www.malattiedeigatti.it/rinotracheite-infettiva/

http://www.miagolando.com/node/2233

http://www.animalinelmondo.com/notizie/gatti/646/calicivirosi.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Virus_della_leucemia_felina

 http://www.malattiedeigatti.it/felv/

http://www.100caniegatti.it/index.php?/archives/507-Leptospirosi-e-vaccino.html 

 

 

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