Archivi del mese: novembre 2013

TOXOPLASMOSI E GRAVIDANZA

 

La Toxoplasmosi è una malattia infettiva causta da un protozoo “Toxoplasma gondii“ dell’ordine Eucoccida. Viene evidenziato in numerose specie animali domestiche (bovini, ovini, suini, cani, gatti, lepri, volpi, topi, fagiani, piccioni, ecc) e anche nell’uomo.

tox. gondii                 Toxoplasma_gondii

Il gatto e alcuni felidi risultano essere l’ospite definitivo, pertanto in grado di liberare nell’ambiente le oocisti del protozoo, attraverso le feci.  Mentre per quanto riguarda gli altri animali (quindi uomo e cane compresi) rappresentano solo ospiti intermedi facoltativi e quindi non in grado di trasmettere la malattia (esclusa la madre al feto in caso di contagio  in gravidanza).

 Una volta che le oocisti vengono eliminate nell’ambiente esterno, diventano infettanti dopo 5 giorni e solo in particolari condizioni di temperatura, umidità e presenza di ossigeno. Solo in queste particolari condizioni ambientali rimangono vitali e infestanti per mesi.

Il gatto -può contrarre il parassita (toxoplasma gondii) quando si nutre di roditori, uccelli contaminati a loro volta da oocisti o ingerisce carne cruda infetta.

Per questa ragione i soggetti più a rischio sono i gatti randagi o quelli che sono abituati a vivere spesso all’aria aperta.

È importante sottolineare che molti gatti possono essere infetti ma non sviluppare la malattia vera e propria.

SINTOMATOLOGIA NEL GATTO

La toxoplasmosi è una malattia prevalentemente asintomatica e presenta segni clinici simili ad altre patologie:

febbre,

inappetenza,

dimagrimento.

In caso di gatti affetti da FIV o FeLV, la toxoplasmosi può portare ad un peggioramento dei sintomi con, infiammazione agli occhi, polmonite, disturbi neurologici e convulsioni.

Per maggiori informazioni sul ciclo, vedere articolo in clinica medica “parassiti intestinali o endoparassiti”.

E PER L’UOMO?

Essendo una zoonosi , anche l’uomo può infettarsi e sviluppare la malattia.

Vie di trasmissione

  • mangiando carne contaminata cruda o non cotta bene,
  • mangiando frutta e verdura crude, non lavata adeguatamente
  • ingerendo feci di gatto contaminate o parte di  feci (contaminate) che possono rimanere anche attaccate al pelo. Questo rischio , comunque, esiste per un periodo  di soli 5  giorni dall’infezione del gatto, quindi è molto difficile che una persona che abbia un comportamento igienico mediamente normale possa infettarsi.

 

Mentre per un uomo in buona salute la malattia ha esito favorevole, è opportuno fare attenzione alla trasmissione del parassita a donne in gravidanza perchè potrebbe portare a delle gravi complicazioni.

Prima e durante la gravidanza  alle future gestanti vengono prescritti esami del sangue per misurare i livelli di anticorpi contro il Toxoplasma gondii, prodotti dal nostro corpo per combattere il protozoo.

Quando una donna incinta (anche se non ha sintomi) contrae la toxoplasmosi durante la gravidanza e non viene curata, c’è più  di una possibilità che possa trasmettere l’infezione al feto. Questo può determinare o un aborto spontaneo, oppure i bambini che vengono infettati durante il primo trimestre di gravidanza della mamma tendono a manifestare i sintomi più gravi.

E’ invece raro che una donna che abbia contratto la toxoplasmosi prima di rimanere incinta trasmetta l’infezione al feto perchè lei, e di conseguenza il suo bambino, avranno sviluppato immunità all’infezione.

ciclo toxo

 Prevenzione per le donne in stato di gravidanza

  • Evitare di pulire le lettiere di gatti che hanno possibilità di uscire, ma lasciar fare questa operazione a terzi, se proprio è indispensabile, usare guanti, lavarsi accuratamente le mani.
  • Importante risulta  cambiare la lettiera ogni due, tre giorni al massimo, perchè, come già detto, le oocisti diventano infettanti dopo cinque giorni, quindi appena eliminate non sono pericolose.
  • Molto importante per prevenire che il gatto si infetti, è attuare alcuni semplici accorgimenti: non somministrargli carni poco cotte o crude durante tutto il periodo di progettazione di gravidanza e nel periodo della gravidanza.
  • Con il vostro veterinario di fiducia eseguite dei test ematici e coprologici al vostro gatto per scongiurare la presenza di toxoplasmosi. Se il gatto non esce all’esterno bastano questi esami per rassicurarvi. Se invece il gatto esce all’esterno l’assenza della patologia potrebbe non essere continuativa per tutta la gravidanza (non infetto prima del prelievo, ma potrebbe infettarsi successivamente). Non vi preoccupate, basta mantenere regole di buona igiene e far cambiare la lettiera da terzi il più frequentemente possibile.

Ma le principali cause di infezione toxoplasmica sono dovute soprattutto a:

  • ingestione di prodotti di origine animale non controllati e contenenti parassiti, per lo più carni non cotte a dovere. Temperature di circa 60-70 gradi, distruggono il parassita. Nel caso di carne cruda, il congelamento riduce notevolmente il rischio di trasmissione.
    Recenti studi hanno dimostrato che l ‘incidenza di toxoplasmi nei tessuti di animali macellati, è molto alta: carne bovina 35%, ovina 25%, suina 20%.
  • Importante è anche il contagio dovuto all’ alimentazione con frutta e verdure crude lavate in modo approssimativo.
  • Tramite il contatto con terreno infetto ( giardinaggio). Fondamentale per la donna incinta è, quindi evitare il giardinaggio, o munirsi di guanti appositi.
  • NON EVITARE DI COCCOLARE IL PROPRIO GATTO!!!!

Purtroppo le fallaci informazioni fornite dal Dott. Luciano Onder durante la trasmissione “I fatti vostri” andate in onda su Raidue in data 19 novembre 2013 , hanno scatenato una marea di peoccupazioni ingiustificate, andando anche ad incentivare l’abbandono di cani e gatti. Tutto ciò è vergognoso, in quanto basta un minimo di informazione scientifica per sapere che il gatto e ancor più il cane possono tranquillamente convivere con una donna incinta!

Spesso vengono fornite informazioni poco corrette su questo argomento, perciò, futuri genitori, se volete avere delucidazioni e rassicurazioni su questa patologia contattate il vostro VETERINARIO di fiducia.

 

 Andate a leggere le smentite della FNOVI http://www.fnovi.it/?pagina=visualizza-notizia&tipo=1&id=2953

e dell’ANMVI http://www.anmvi.it/527/gatti-e-toxoplasmosi-i-veterinari-smentiscono-luciano-onder

 

LINKOGRAFIA

http://www.malattiedeigatti.it/toxoplasmosi/

http://forum.pianetamamma.it/animali/22762-gatti-e-toxoplasmosi-un-mito-da-sfatare.html

http://www.farmacoecura.it/malattie/toxoplasmosi-prevenzione-alimentazione-sintomi-gravidanza/

http://www.ppdictionary.com/parasites/gondii.htm

http://de.wikipedia.org/wiki/Toxoplasma_gondii

http://avian-vet.blogfa.com/

 

ANMVI E FNOVI SMENTISCONO IL dott. LUCIANO ONDER

   

COMUNICATO STAMPA ANMVI

Toxoplasmosi: i veterinari smentiscono il dottor Onder

Mercoledì, 20 Novembre 2013 12:12

 

Gatti e gestanti: dalla RAI disinformazione scientifica e incoraggiamento all’abbandono animale. ANMVI chiede pubblica rettifica e chiede alla RAI che di prevenzione veterinaria parlino solo medici veterinari. Comunicato stampa per rassicurare le gestanti: date retta solo al vostro medico veterinario non a dicerie medievali.

“Cane e gatto non vanno d’accordo con una gravidanza”. E’ questa l’infondata e diseducativa conclusione del Dottor Luciano Onder, pubblicamente dispensata tramite il servizio televisivo pubblico.

Disinformazione scientifica e incoraggiamento all’abbandono animale sono le accuse che l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani rivolge al programma “I Fatti Vostri” in onda su RAI 2, nel corso di una puntata in cui si è parlato di toxoplasmosi.

L’Associazione chiede a RAI 2 una pubblica rettifica e che per il futuro a parlare di prevenzione veterinaria siano solo dei medici veterinari.

Il rischio di contrarre la toxoplasmosi in gravidanza dipende esclusivamente da comportamenti sbagliati assunti da una gestante non correttamente indirizzata verso la prevenzione dell’infezione. Chi vive con un animale da compagnia, in particolare con un gatto, non farà altro che riservargli gli stessi accorgimenti raccomandati alla gestante stessa, come curare l’igiene ed evitare l’assunzione di carni crude o di verdure non ben lavate.

Il medico veterinario e nessun’altra professionalità può suggerire questi semplici comportamenti di igiene e di alimentazione per il gatto: cambiare e igienizzare sempre la lettiera, specie se il gatto esce di casa; alimentarlo correttamente; eventualmente eseguire un test per verificare se il gatto ha già sviluppato l’immunizzazione alla toxoplasmosi, circostanza che consente di derubricare il rischio di contrarre la malattia da “trascurabile” a “nullo”.

 

“Rassicuriamo le gestanti- commenta il Presidente dell’ANMVI Marco Melosi -e quando si parla di animali le invitiamo a considerare attendibile solo il parere del medico veterinario di fiducia e non medievali dicerie (“pulci nell’orecchio” in trasmissione) a cui ha dato gravemente credito il servizio pubblico televisivo”.

 

“Suggerire di allontanare cani e, in particolare i gatti per tutta la durata della gravidanza- conclude il Presidente ANMVI- costituisce un grave- ancorché involontario- incoraggiamento all’abbandono degli animali da compagnia, esseri sociali che una volta entrati in famiglia non vanno emarginati o rifiutati. Dall’Emittente di Stato ci aspettiamo una immediata correzione di rotta”. (Comunicato stampa ANMVI).

 

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